SHIRDI SAI BABA RACCONTATO DA SATHYA SAI BABA | Episodio 2
 

I passi lievi di Dio

Si può capire il carattere di una persona attraverso le sue parole e le sue azioni.

Dasganu era un poliziotto inviato a Shirdi con l'incarico di controllare che fosse mantenuto l'ordine e rispettata la legge durante i festeggiamenti del Shri Râma Navami e del Muharram, che Baba stava celebrando contemporaneamente. Baba chiese a Dasganu di cantare una canzone e l'uomo che aveva una bella voce, la cantò soavemente. Poi chiese a Baba il permesso di stabilirsi a Shirdi per poter godere della Sua presenza fisica ed Egli acconsentì dicendo che chiunque era là benvenuto, non essendo Lui il proprietario di quel luogo.

Prima di ritirarsi dal lavoro, Dasganu desiderava una promozione come Ispettore Capo. Egli voleva quella posizione non per denaro o per esercitare maggiore autorità, ma solo per prestigio personale. Baba gli concesse il Suo aiuto spirituale e, dopo una settimana che era tornato al lavoro, egli ricevette la promozione. Dasganu aveva completamente dimenticato la richiesta che aveva fatto a Baba e la sua promessa di restarGli accanto. Due anni dopo, dovette recarsi a Shirdi e Baba gli chiese che ne fosse stato della sua decisione di stabilirsi lì.

Dasganu, però, Gli rispose che desiderava diventare Commissario prima di ritirarsi dal lavoro. Il Maestro rimase in silenzio. Quando Dasganu tornò al lavoro, scoprì che il Commissario del luogo stava svolgendo delle indagini relative ad alcune denunce contro di lui: Dasganu era stato accusato di aver rubato oro e denaro. Una prova tangibile alla stazione di polizia, ove egli lavorava, lo accusava infatti inesorabilmente. Dasganu allora capì che tutto questo era avvenuto perché egli non aveva tenuto fede alla parola data a Baba.

Dio protegge sempre gli uomini, ma è l'uomo che dimentica le promesse fatte a Dio. Con la grazia di Baba, Dasganu potè dimostrare la sua innocenza, poi si licenziò dal posto di lavoro e passò il resto della sua vita a cantare le glorie del grande Maestro.

Discorso di Sri Sathya Sai Baba, 27 giugno 1996