GANDHI - PARTE 3
 

Il Mahatma identificò sempre Dio con la Verità, ma la sua idea di Dio non si limitava ad un

concetto filosofico, trascendendo essa ogni definizione:

«Per me Dio è Verità e Amore, Dio è etica e moralità; Dio è assenza di paura. Dio è la fonte della Luce e della Vita e tuttavia Egli è al di sopra e al di là di queste. Dio è coscienza. E lo stesso ateismo degli atei perché, nel Suo infinito amore, Dio permette all'ateo di esistere. Egli è il cercatore di cuori. È un Dio personale per quelli che hanno bisogno della Sua personale presenza. È un Dio in carne ed ossa per quelli che hanno bisogno della Sua carezza. È la più pura essenza. È tutte le cose per tutti gli uomini. È in noi e tuttavia al di sopra e al di là di noi».

 

La fede in Dio aveva per lui un importanza fondamentale:

«Sono più sicuro della Sua esistenza che del fatto che voi e io stiamo seduti in questa stanza. E posso anche affermare che potrei vivere senz’aria e senz’acqua, ma non senza di Lui. Potete strapparmi gli occhi, eppure non mi ucciderete. Ma distruggete la mia fede in Dio, e io sono morto».

Inoltre considerava la preghiera un'azione più "reale" di ogni altra:

«Quando non c'è più speranza, quando cessano gli aiuti e manca la consolazione, scopro che l'aiuto mi arriva, non so da dove. Le suppliche, l'adorazione, la preghiera non sono superstizioni; esse sono azioni più reali che il mangiare, il bere, il sedersi o il camminare. Non è esagerazione affermare che solo esse sono vere e tutto il resto è illusione».

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