La Composizione dell'Uomo

Aggiornamento: 14 apr

Com’è fatto l’uomo?

La prima riga del Gayatri Mantra recita: «Om Bhuh Bhuvah Svah». Si considera questo mantra riferito ai tre mondi: la Terra, l’Atmosfera o Mondo Intermedio ed il Paradiso, cioè lo Svarga, la dimora degli Dei. Bhuh si riferisce al corpo, costituito dai cinque elementi chiamati pancha bhuta, i quali sono costitutivi della Natura, detta Prakriti, poiché i medesimi elementi che costituiscono la natura formano anche il corpo. Bhuvah è l’energia vitale che dà vita al corpo, la prana shakti. Anche in presenza dell’energia vitale, se manca lo stato di consapevolezza (jnana), il corpo non è di alcuna utilità. Ed è a questo proposito che i Veda hanno dichiarato che l’Assoluto, Dio, è uno stato di consapevolezza costante e non frammentario. Ed è proprio questo stato di consapevolezza che conferisce all’energia vitale la funzione di dar vita al corpo. Il corpo in sé è materia priva di forza. L’energia vitale agisce in esso come vibrazione, la quale trae forza da Dio. Quindi corpo, energia vitale e Consapevolezza sono tre elementi compresenti nell’uomo. In un uomo è presente tutto il cosmo in miniatura. È in forza di questi tre elementi costitutivi che noi siamo in grado di vedere il cosmo, di sperimentare molte altre cose. Dentro di noi c’è ogni potere e l’esteriore è un riflesso dell’essere interiore.

Ne consegue che la vera umanità (manavatvam) è la divinità stessa (daivatvam), ed è per questo che i Veda affermano che il Divino si manifesta nella forma umana: «ogni essere umano è sostanzialmente divino; ma a causa del suo attaccamento al corpo, si considera un semplice uomo. Come ha fatto questo corpo umano ad essere animato dall’energia vitale? Da dove è venuta questa energia vitale? Dall’energia del Sé (Atma Shakti). L’energia vitale esegue tutte le attività servendosi del potere del Sé».

 

Il Corpo dell’Anima

Il Corpo umano è uno strumento dell’Atma (Anima individuale) fondamentale per tornare alla Sorgente e unirsi col Divino Eterno Brahman (Sé). L’Atman è incastonato nel Panchakosha (Pancha: cinque; Kosha: fodero, involucro, contenitore, guaina). Questi cinque involucri costituiscono l’anima individuale. Essi sono:

  1. ANNAMAYA KOSHA: Corpo Grossolano, denso;

  2. PRANAMAYA KOSHA: Corpo Sottile (5 soffi vitali, 5 sensi);

  3. MANOMAYA KOSHA: Corpo Sottile (Organi di percezione, Mente);

  4. VIJNANAMAYA KOSHA: Corpo Causale;

  5. ANANDAMAYA KOSHA: Corpo Causale o Super Corpo Causale.

I 5 involucri

I Panchakosha sono quindi i "cinque involucri". Secondo il Vedanta tali guaine o kosha si sovrappongono al Sé:

  1. Ànandamayakosha: la guaina fatta di beatitudine (ananda), preludio allo Yoga, all'unione dell'aspirante con Dio, il Paramatman. È il più interno rivestimento del Sé, ossia quello ove la coscienza giace nel suo stato di unità indistinta. È la sede dell'anima (jiva) nello stato di sonno profondo.

  2. Vijnanamayakosha: "involucro fatto di intelletto", "il kosha fatto di conoscenza intuitiva", veicolo di huddhi. Vijnana significa "intelletto puro", sinonimo di buddhi, come "conoscenza sintetica-integrante" in rapporto a manas, da cui proviene una conoscenza distinta e analitica ma è anche conoscenza in quanto consapevolezza. È la cosiddetta mente superiore.

  3. Manomayakosha: "involucro fatto di pensiero"; la mente, il guscio costituito dalla mente empirica, guaina mentale. È la mente selettivo-istintuale che opera tramite l'attrazione-repulsione.

  4. Pranamayakosha: "guaina dell'energia vitale"; involucro costituito di prana. È costituito dall'insieme delle energie sottili cosiddette praniche, le quali mantengono in vita il corpo grossolano.

  5. Annamayakosha: "involucro fatto di cibo", di alimenti, il corpo fisico. Corrisponde al corpo grossolano ed è appunto costituito dal cibo elaborato e trasformato, assimilato.

I kosha circoscrivono e racchiudono il jivatman (Anima dell’individuo) ma, nello stesso tempo, sono contenuti e compresi nell'Àtman, sicché ne costituiscono delle modificazioni sovrapposte (upadhi) e come tali ne velano l'essenziale natura di pura Consapevolezza.


Il Corpo grossolano o corpo materiale, denso, detto anche Sthula Sharira, è formato dall'annamayakosha, ascritto allo stato di veglia.

Il Corpo Sottile o Sukshma Sharira (Deha) o Linga Sharira è composto dal pranamayakosha, manomayakosha e vijnanamayakosha.

Il Corpo Causale o Karana Sharira corrisponde all'anandamayakosha.

Il primo, Annamayakosha, si riferisce al corpo umano materiale, che costruisce sé stesso di materia alimentare, cresce di essa e decade quando manca. Lo strato successivo fornisce energia e protegge il corpo fisico; è detto Pranomayakosha, strato energetico interiore. Queste parti del corpo formano il Maya deha.

Il Pranomaya-kosha genera il calore che si forma nel corpo, fa sì che esso vi si diffonda e che di conseguenza il flusso sanguigno scorra nel sistema vascolare.

Il terzo strato, o Manomayakosha, si riferisce alla mente; se esso non esistesse non potrebbero esistere neanche i primi due strati. Nel Manomayakosha si generano i pensieri e i desideri. In qualche misura la mente, ossia il Manomayakosha, è d'aiuto e d'appoggio al Pranomayakosha.

Poi viene il Vijnanamayakosha, che fornisce all'uomo il potere di discriminare tra il bene e il male. Se il Vijnanamayakosha non esistesse, i primi tre strati, o involucri, o livelli che dir si voglia, sarebbero senza vita e impossibilitati a funzionare. Il Vijnanamayakosha permette di conoscere la materia e il suo funzionamento, di riconoscere le reazioni e gli echi del mondo materiale. I pensieri e le idee che si generano in noi sono chiamati Vijnana.

La sorgente di tutti questi kosha è il tesoro che ci dà vita, che è detto Ànandamayakosha. Da questo sono sorti gli altri quattro kosha inferiori. Lo Spirito dell'Atman, base di tutte le cose, è l'ananda, base pure di tutti gli altri kosha.


Quindi tornando ai quattro kosha (annamaya, pranomaya, manomaya, Vijnanamaya) essi nascono tutti dall'anandamaya. L'oggetto primario dell'Anandamaya è l'esercizio della volontà (iccha) o Sankalpa. Essa è fusa e contenuta entro l’Atman, perciò cessa ogni sua manifestazione quando ritorna a immergersi nel Sé interiore, nell'Atman. I Cinque involucri rivestono l'Atman e ne celano il fulgore; occorre mantenerli puri e lucenti. L'Annamayakosha dev'essere purificato con un'alimentazione buona, pulita e pura; il Pranomaya per mezzo d'una respirazione calma e regolare e d'un carattere imperturbabile; il Manomaya con pensieri sacri e con emozioni intangibili dagli attaccamenti ai sensi, dalla gioia e dal dolore; il Vijnanamaya mediante la contemplazione della Realtà e l'Anandamaya per mezzo dell'estasi della Realizzazione di Dio".


L'individuo è Purusha, colui che risiede in questo pura, ossia in questo castello o fortezza che è il corpo.

I 5 elementi

Il corpo (da non confondere solo con il corpo umano, ma inteso come corpo generale dell’anima) è un prodotto formato dai cinque elementi:

  1. Etere (Akasha);

  2. Aria (Vayu);

  3. Fuoco (Agni);

  4. Acqua (Jala);

  5. Terra (Prithivi)

Ogni elemento viene originato da quello che lo precede ed infine alla base vi è ovviamente il Brahman (Sé).

Quindi dal Brahman ebbe origine l’energia e l’intelligenza cosmica, da esse nacque lo spazio, poi l’aria che a sua volta formò il fuoco, quindi l’acqua ed infine la terra.

Ognuno di questi elementi, a sua volta, viene suddiviso in ulteriori cinque parti che sono:

TERRA (PRITHIVI)

​ACQUA (JALA)

FUOCO (AGNI)

ARIA (VAYU)

SPAZIO (AKASHA)

5 ORGANI DI AZIONE (KARMENDRIYA)

5 ESSENZE SOTTILI (PANCHAJANAMATRA)

5 SENSI (ORGANI DI PERCEZIONE) JNANENDRIYA)

5 SOFFI VITALI (PANCHAPRANA)

5 SENSI INTERIORI

VOCIFERAZIONE

SUONO

ORECCHIO

NUTRIMENTO (SAMANA)

IL SOGGETTO DELLA CONOSCENZA

MANI

TATTO

PELLE

STRUTTURA ENERGETICA (VYANA)

MENTE

GAMBE

FORMA

OCCHIO

STRUTTURA NERVOSA (UDANA)

INTELLETTO SUPREMO (BUDDHI)

GENITALI

SAPORE

LINGUA

FLUSSO DEL PENSIERO (PRANA)

SENSO DELL IO (ANTARAKHARANA)

ORGANI DI ESCREZIONE

ODORE

NASO

ORGANI DI PROCREAZIONE, ESCREZIONE E RICAMBIO (APANA)

QUINTUPLICITÀ

1° MULADHARA CHACKRA

2° SVADHISTHANA CHAKRA

3° MANIPURA CHAKRA

4° ANAHATA CHAKRA

5° VISHUDDA CHAKRA

Il corpo così formato viene ancora suddiviso in tre parti che hanno a loro volta uno stato specifico:

  1. Corpo Grossolano: Stato di Veglia;

  2. Corpo Sottile: Stato di Sogno;

  3. Corpo Causale: Stato di Sonno Profondo.

Per alcuni studiosi ve n’ è anche un quarto:

4. Corpo Super Causale – Nessun stato

 

I 25 Elementi

Il Corpo Grossolano (fisico denso) è costituito da tutti i 25 Elementi:

TERRA(PRITHIVI)

ACQUA (JALA)

FUOCO (AGNI)

ARIA (VAYU)

SPAZIO(AKASHA)

OSSA

SANGUE

FAME

ATTIVITÀ

IRA

PELLE

SALIVA

SETE

MOVIMENTO

POSSESIVITÀ

CARNE

URINA

SONNO

VELOCITÀ

CONCUPISCENZA

VENE

MUCO

PIGRIZIA

VERGOGNA

SUPERBIA

CAPELLI

CERVELLO

FAMILIARITÀ

PAURA

INVIDIA

Le qualità grossolane

Il motivo dello strazio dell’uomo deriva da queste qualità grossolane. Esse portano alle quattro principali tribolazioni umane:

  1. Il Corpo

  2. La Mente

  3. La Ricchezza

  4. Il Sesso

Ve ne sono anche altre, ma derivano fondamentalmente da queste. Così nasce l’egoismo, che pungola continuamente l’essere umano. Vi sono principalmente quattro tipi di egoismo (i restanti sono riconducibili a questi 4 tipi). Essi sono:

  1. Orgoglio di Casta

  2. Vanità (Ricchezza, ecc.)

  3. Sentirsi Giovane

  4. Vanagloria del Sapere

 

Il Corpo Sottile

Il Corpo Sottile - Sukshma Deha - Luminoso - è formato da soli 18 principi elementari (la maggior parte dei testi ne riporta 17, in quanto in senso dell'io viene associato al buddhi).

TERRA (PRITHIVI)

ACQUA (JALA)

FUOCO (AGNI)

ARIA (VAYU)

SPAZIO (AKASHA)

5 ORGANI DI AZIONE (KARMENDRIYA)

5 ESSENZE SOTTILI (PANCHAJANMATRA)

5 SENSI (ORGANI DI PERCEZIONE) JNANENDRIYA

5 SOFFI VITALI (PANCHAPRANA)

5 SENSI INTERIORI

SUONO

ORECCHIO

NUTRIMENTO

TATTO

PELLE

STRUTTURA ENERGETICA

LA MENTE

FORMA

OCCHIO

STRUTTURA NERVOSA

INTELLETTO SUPERIORE

SAPORE

LINGUA

FLUSSO DEL PENSIERO

SENSO DELL IO

ODORE

NASO

ORGANI DI PROCREAZIONE, ESCREZIONE E RICAMBIO

Quindi, come possiamo notare dalla tabella, non fanno parte del corpo sottile - e se ne vanno quando muore il corpo grossolano - il soggetto della conoscenza e la quintuplicità dei cinque sensi interiori e tutti gli elementi dei cinque organi d’azione, cioè mani, gambe, genitali ed organi d’escrezione.

Il Corpo Sottile essendo composto anche dal pranomayakosha è formato dai cinque Prana.


I 5 Prana

Prana significa "soffio vitale", "respiro cosmico", "energia vitale", "energia cosmica a livello sottile", "respiro". Il termine prana sottende diversi significati. In quanto "energia vitale" appartiene allo stato sottile della manifestazione, alla struttura sottile dell'essere individuato. Si manifesta anche nel respiro, sebbene il prana non sia propriamente il respiro stesso; in questo senso, appartiene al flusso mentale-energetico, il quale trova espressione nell'attività funzionale dei vari gruppi di organi.

In quanto energia vitale, si estrinseca in cinque modalità funzionali che, a loro volta, impulsano determinati gruppi di organi fisici. Queste cinque funzioni sono dette Panchaprana: si tratta di cinque fluidi vitali che vitalizzano, attivano e sostengono il corpo. Essi sono:

  1. prana, o flusso superiore che controlla la parte superiore del corpo (pra=in avanti, attraverso il naso e la bocca);

  2. apana, che provvede alla parte inferiore del corpo e alle funzioni di generazione ed escrezione (apa-ana=respirazione che va verso il basso);

  3. vyana, che provvede alla parte centrale, quindi alla regione del cuore, pervade la totalità della struttura sottile (vy=lett. "che è diffuso" per tutto il corpo);

  4. udana, che è il flusso ascendente con il quale lo spirito vitale abbandona il corpo al momento della morte fisica o mediante il quale si eleva nella concentrazione profonda (ut=l'espirazione, che risale la gola e penetra la testa);

  5. samna, che provvede alla corretta assimilazione del nutrimento e alla equa distribuzione energetica nell'organismo (sam=la circolazione centrale, localizzata nella cavità dell'ombelico).

Jivi o anima individualizzata, significa "ciò che riceve prana"; l'anima si aggrappa all'energia vitale grazie alla sua abilità e intelligenza.

Il Brahman attiva il corpo per mezzo dei cinque prana, i flussi vitali, e consente di rivelarsi nel corpo stesso non appena la coscienza interiore raggiunge la purezza necessaria.

Il Corpo Sottile non può perire prima di aver attinto allo stato di liberazione finale, cioè quando l’anima diviene la Coscienza Suprema o Paramatma. Il Corpo sottile pertanto sopravvive alla decomposizione del corpo grossolano da cui fuoriesce per tornare a reincarnarsi fino alla liberazione finale (Mukti).

Il Jiva o Anima Individuale vive nel suo corpo sottile o mentale (in occidente si usa anche il termine “Astrale”) soltanto quando si trova nel suo stato di sogno, allora infatti, il mondo esteriore degli oggetti (Mahabuta) è estromesso e la coscienza va nel mondo delle idee.

Il Mentale nel corpo sottile porta con sé i Samskara che sono il risultato delle azioni passate.

Questo corpo (sottile) dipende, anche se in maniera indiretta, dal cibo, perché sebbene la qualità della nutrizione venga assorbita tramite il corpo grossolano, anche il mentale dipenderà dal cibo che assumiamo fino a quando sarà unito al corpo grossolano.

 

Il Corpo Causale e il Super Corpo Causale

Il Corpo Causale, che si trova nello stato di Sonno profondo, non ha più alcun elemento a parte la Conoscenza, dovuta dall’associazione della Coscienza con il principio della Conoscenza.

Il Corpo Super Causale, riportato solo da alcuni studiosi, mentre altri si fermano solo ai primi tre, è costituito di Pura Coscienza, non esiste più nulla se non il Sé Eterno (Brahman). Nella teologia questa Coscienza pura è Shiva e la sua manifestazione (potenza) è Shakti. Essa è la grande Madre dell’Universo che, in quanto Forza Vitale, risiede nel corpo dell’uomo al centro più basso, alla base del midollo, cosi come Shiva si realizza nel più alto centro cerebrale, il Sahasrara Chakra. Il Compimento dello yoga è l’unione di Lei e di Lui nel corpo del Sadhaka. Questa unione è Laya, dissoluzione del cosmo o realizzazione dell’Uomo.


L’Atma (o Jivi) è dappertutto, ma ai fini della meditazione, si può considerare che il principio vitale si trovi a circa 25 cm sopra l’ombelico, al centro del torace.


Secondo le antiche culture e filosofie orientali nel corpo vi sono 14 Mondi (Loka), 7 Mari (Oceani), 7 Montagne, tra cui il Monte Meru (la colonna vertebrale), 7 Isole, 7 Pianeti ed i famosi 7 chakra. Essi si trovano nell’aspetto spirituale dell’essere vivente.

Questi mondi corrispondono ai livelli delle differenti metamerie (segmenti) dell’Asse cerebro-spinale. Il processo della creazione e la descrizione dei mondi non sono mere immaginazioni di un individuo, ma possono essere realmente sperimentati da chiunque si metta a meditare sul proprio corpo. Lo scopo di questa meditazione è di ripercorrere il cammino della creazione per giungere allo stato del Creatore.

I 7 Chakra sono, nella realtà più intima, sette principali Piani di Coscienza che l’uomo deve salire tramite l’energia Kundalini (Conoscenza) fino a terminare la sua ascesa all’ultimo piano, dove l’anima individuale si fonde con il Sé. Questo è il vero Yoga. La meditazione ci permette di elevarci di coscienza e risvegliare così i vari chakra fino alla Liberazione o realizzazione.

I Mondi

I 14 Mondi si suddividono in due: Mondi Superiori e Mondi Inferiori.

MONDI SUPERIORI

  • BHUR (LOKA) si trova nei piedi;

  • BHUVAR (LOKA) si trova nei genitali;

  • SVAR (LOKA) si trova nell’ombellico;

  • MAHAR (LOKA) si trova nel cuore;

  • JANA (LOKA) si trova nella gola;

  • TAPO (LOKA) si trova al centro della fronte;

  • SATYA (LOKA) si trova sulla sommità del capo.

MONDI INFERIORI

  • ATALA (LOKA) si trova nelle piante dei piedi;

  • VITALA (LOKA) si trova nelle unghie;

  • SUTALA (LOKA) si trova nei talloni;

  • TALATALA (LOKA) si trova nelle anche;

  • RASATALA (LOKA) si trova nei ginocchi;

  • MAHATALA (LOKA) si trova nelle cosce;

  • PATALA (LOKA) si trova nell’ano.

I 7 MARI (OCEANI)

  • Mare salato (Lavana): URINA;

  • Mare del succo di canna: SUDORE;

  • Mare di Vino: I SENSI;

  • Mare di Ghi: SPERMA;

  • Mare di Siero di Latte: MUCO;

  • Mare di Latte: SALIVA;

  • Mare di acqua Pura: LACRIME.

I 5 FUOCHI (AGNI)

  • Fuoco del Tempo (KALA AGNI), si trova nei piedi;

  • Fuoco della fame (KSHUDHA AGNI), si trova nell’ombelico;

  • Fuoco Freddo (SHITA AGNI), si trova nello stomaco;

  • Fuoco dell’Ira (KOPA AGNI), si trova nell’occhio;

  • Fuoco della Conoscenza (JNANA AGNI), si trova nel cuore;

I 7 CHAKRA (PRINCIPALI)

  • Muladhara Chakra, si trova tra l’ano ed i genitali;

  • Svadhisthana Chakra, si trova nei genitali;

  • Manipura Chakra, si trova nell’ ombelico;

  • Anahata Chakra, si trova nel cuore;

  • Vishudda Chakra, si trova nella gola;

  • Ajna Chakra, si trova tra i sopraccigli;

  • Sahasrara Chakra, si trova sulla sommità del capo

Tutto il creato è riassunto in questo composto dei cinque elementi chiamato JIVA (Anima Individuale).

L’Intero processo dell’evoluzione è dovuto dalla presenza della volontà di vivere e godere che è un effetto di Vasana (desiderio terreno) portato da una vita all’altra nei samskara (impressioni).

 

L'unione con il Divino

L’Uomo, nella sua essenza, è l’onnipotente Sé, che è pura coscienza (Shiva), ma in quanto mentale e corpo è la manifestazione della potenza di Shiva, cioè Shakti, la Madre. Dunque l’uomo è Shiva-Shakti. Per arrivare a tale stato bisogna salire sul Monte Meru (loro dimora) e quindi scalare dal basso (primo Chakra) la montagna fino ad arrivare in cima e trovare il Sé Shiva-Shakti (ultimo chakra). Questo yoga (Unione col Divino) viene sviluppato attraverso la meditazione e la coscienza dei vari stati di coscienza o centri sottili chiamati Chakra.

 

​Il Kundalini Yoga

Si dice che il centro “eterico” che tiene vivo il veicolo fisico corrisponda ad un centro "astrale" di quattro dimensioni. Tra essi però vi è una fodera o membrana fittamente tessuta, composta di un solo strato compresso di atomi fisici, che impedisce una prematura comunicazione tra i piani. Si sostiene inoltre che vi sia la maniera di praticare correttamente e sviluppare un’apertura, allo scopo di far passare attraverso codesto canale dai piani superiori molto più di quel che non vi passi ordinariamente. Ognuno di questi centri "sottili" ha determinate funzioni: nell’ombelico una semplice capacità di sentimento, nella milza un "viaggio cosciente" nello stato di sogno; nel cuore una "capacità di comprendere le vibrazioni di altre entità sottili e di armonizzarsi con esse"; nella gola una "capacità di udire sul piano astrale", tra i sopraccigli "la visione sottile" e al vertice del capo la perfezione di tutte le facoltà della vita astrale. Nel primo centro, alla base della spina dorsale, vi è il Fuoco del Serpente o Kundalini. Essa è tradizionalmente rappresentata da un serpente addormentato, avvolto intorno alla base della spina dorsale in tre giri e mezzo. Il suo nome deriva dalla parola “kundala”, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme. Nel mondo fisico si identifica con la vitalità o l’elettricità.

Si afferma che i centri sottili (chakra) completamente destati dal “Fuoco del Serpente” divengono apertura di comunicazione tra i corpi fisici e quelli sottili, risvegliando così un energia immensa che può distruggere e far impazzire l’uomo che non ha raggiunto per grado la liberazione, in quanto si risveglierebbero dei sensi che possono portare la mente alla distruzione. Infatti, si possono avvertire tutte le influenze esterne, alcune benefiche altre no, si diviene capaci di ricordare i vari viaggi sottili della nostra anima nelle varie esistenze, oppure divenire consci delle gioie e dei dolori altrui, fino a riprodurli su se stessi, si possono sentire voci "che sussurrano suggerimenti di ogni genere" oppure udire musiche o suoni meno piacevoli, si sviluppa la chiaroveggenza etc..

Lo yoga, praticato al fine di poter sviluppare queste siddhi (poteri) sono, da qualsiasi vero Maestro, totalmente sconsigliati in quanto l’uomo deve arrivare a Dio soltanto tramite un'accurata disciplina lenta e regolare che gli permetta di arrivare con coscienza alla Liberazione Finale.

I 7 chakra