Quali sono i doveri dell’uomo? Perché?


“O voi mortali, resi ciechi dalla nebbia delle attrazioni fisiche e dal pungolo dell’ambizione, soprafatti dal miasma dei desideri materiali effimeri e fallaci, avete dimenticato Me, origine e sostentamento di voi tutti. Alzate lo sguardo verso questa eterna torre di gioia, sempre pura, sempre piena. DimenticandoMi vi siete ritrovati impantanati nell’angoscia; state seguendo il miraggio sulle sabbie del deserto. Venite, abbiate fede in Me, nell’Eterno. Divincolatevi dalle tenebre ed entrate nel reame della luce; Percorrete la strada reale della pace, che è il sentiero del dharma. Venite, venite; oh venite!”

Il dovere dell’uomo è riscoprire la sua stessa reale natura Divina. L’uomo deve elevarsi di coscienza ed immergersi nel Sé. Per riuscire nell’intento ci siamo creati un corpo ed un mondo su cui fare esperienza, cosi per raggiungere questo scopo, dobbiamo attenerci a delle regole comportamentali, a dei doveri chiamati Dharma.

Si può affermare che il dovere dell’uomo sia quello di sviluppare costantemente qualità che innalzino lo stato coscienziali e le nostre azioni devono essere improntate su virtù positive, qualità Divine che ci portino alla Conoscenza della nostra vera natura e non alla schiavitù della materia e dei nostri sensi. Ma quali sono le giuste azioni ed il dharma che bisogna compiere per arrivare alla meta? Qualè il fine della vita umana? Quale obbiettivo deve proporsi l’uomo? Mangiare, bere, dormire, provare un pò di gioia e di sofferenza e poi morire come gli uccelli e le bestie? No, certamente no. L’obbiettivo è la percezione dell’Assoluto, del Brahman!

Quindi Innanzitutto bisogna fare del bene al nostro prossimo, cosi da aiutare chi ha bisogno e nel contempo smorzare il nostro ego che, per natura, vorrebbe sempre essere alimentato per ottenere qualsiasi desiderio. Dovremo sempre offrire i frutti delle nostre azioni al Signore e mai desiderarli per la nostra soddisfazione ed orgoglio. Questo è il miglior modo per evolverci in fretta. Il dovere dell’uomo è vivere in rettitudine, vivere nella verità, nell’umiltà.

Cosi come il fiume raggiunge il mare, anche l’uomo dovrà raggiungere la fonte (Dio), vivendo nel dharma, egli impiegherà minor tempo e vivrà felice, in base al karma positivo che raccoglierà.

Sono dieci le virtù principali che comprendono il Dharma basilare :

· Compassione (Daya)

· Non impossessarsi delle cose degli altri (Asteya)ù

· Vigilanza – Intelletto (Dhi)

· Sapere (Vidya)

· Veridicità (Sathya)

· Disciplina dei sensi ( Indriya Nigraha)

· Pulizia (Shaucha)

· Pazienza (Kshama)

· Tenacia nel raggiungere la Metà ( Dhriti)

· Non essere irascibili ( Akrodha)

Sviluppare queste virtù è la giusta strada da percorrere; Per questo motivo i Maestri hanno dato le istruzioni per riuscire ad acquisirle.

Ad ogni modo, una volta studiate le giuste direttive, quando non sappiamo distinguere cosa sia nel giusto o nell’ errore, possiamo ascoltare il nostro intuito e vedere, se non abbiamo senso di timore o di rimorso allora sarà sicuramente un azione giusta e nel Dharma.

In definitiva, usando le parole di Sathya Sai Baba :

“quando l’azione è motivata dalla consapevolezza dell’esistenza del Sé, reca il sigillo del Dharma, mentre se si regge sulla convenienza e l’interesse personale, il dharma viene degradato a pseudo-dharma e si trasforma in un legame, per quanto attraente possa sembrare”.



“Se c’è rettitudine (Dharma) nel cuore, ci sarà bellezza nel carattere

Se c’è bellezza nel carattere, ci sarà armonia nella casa

Se c’è armonia nella casa, ci sarà ordine nella nazione

Se c’è ordine nella nazione, ci sarà pace nel mondo”.

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