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  • La vita di Ramakrishna
  • Il Vangelo di Ramakrishna
  • Alla ricerca di Dio

Nel febbraio del 1836 nasceva a Kamalpukur, in un piccolo villaggio del Bengala, Gadadnar, da una famiglia brahmina. Egli, che cambiò per cause ancora ignote il suo nome in Ramakrishna, fu un esempio vivo e lampante di continua ricerca interiore e di profonda spiritualità. Tutt'oggi l'India lo venera come uno dei più grandi genii dello Spirito, al punto da classificarlo un Avatar, cioè una pura incarnazione dell'aspetto di Vishnu. Sono molti in India coloro i quali sostengono che, per la sua particolare e spiccata inclinazione verso lo Spirito (Atman) il santo Ramakrishna può essere messo allo stesso livello spirituale di un Cristo e di un Buddha. Nella sua infanzia si mostrò restio agli studi normali, però si manifestarono in lui, ben presto, forme d'estasi e di visioni, che l'incoraggiarono e lo spinsero a continuare ad approfondire la via dello Spirito. 11 padre morì quando egli aveva poco più di sette anni e la madre, che era una donna veramente pia e religiosa, si dedicò totalmente alla meditazione ed alla preghiera. In seguito a ciò il fratello maggiore prese la direzione della famiglia. A circa diciassette anni Ramakrishna entrò come custode in un tempio dedicato alla Dea Kali, a Dakshineshwar in riva al Gange. Ciò influì moltissimo sulla sua vita e sulla sua realizzazione spirituale. Ebbe diversi maestri che lo aiutarono nella sua ascesa verso la realizzazione interiore. Tra i quali uno dei più importanti fu una religiosa tantrista - Bhairavi Brahmani - che gli diede l'iniziazione alle molte discipline tantriche, che rimarranno la base della sua profonda spiritualità fino al suo Maha Samadhi. Un altro suo maestro fu un asceta itinerante - Totapuri - che gli permise l'accesso al Samadhi non-duale, obiettivo importante per riuscire a conciliare la vita spirituale con l'aspetto terreno. Una sua esperienza veramente singolare fu quella di arrivare a protrarre per sei mesi lo stato di Samadhi, mèta alla quale nessun mistico, che la storia ricordi, è mai arrivato. In questa totale trasfigurazione nel Divino, Ramakrishna veniva forzatamente alimentato da un sannyasin che gli infilava con forza tra le labbra piccoli pezzetti di cibo e qualche sorso d'acqua. Un'altra particolare esperienza fu quella che fece con le varie religioni. Egli seguì ad una ad una - abbandonando i credi e le filosofie precedenti - tutte le più importanti religioni allora conosciute in India. Ed arrivò a sperimentare la conoscenza divina, ottenendo la super-coscienza samadhica, con tutti i culti religiosi che professò. Questo lo portò ad asserire che tutte le religioni, nessuna esclusa, hanno come unico scopo il raggiungimento del Divino e possono portare il ricercatore a tale supremo risultato. Dopo simili particolari vicissitudini era così forte l'irradiazione energetica e la profonda saggezza che da lui si 
diffondevano, da attirare a sé numerosi discepoli, alcuni dei quali - nonostante la sua limitata educazione scolastica - erano premi nobel; tra di essi Rabindranath Tagore e Romain Rolland. Ramakrisha entrò nell'estasi culminante (Maha Samadhi) del suo soggiorno terreno nel 1886. Le parola di Ramakrishna furono raccolte da alcuni suoi allievi, che l'attorniarono per un lungo periodo, fino all'estasi ultima. Dall'insegnamento del Maestro nacque "l'Ordine monastico" e, successivamente, anche la "Missione di Ramakrishna", che contano tuttora moltissime sedi in ogni parte del mondo.