Domande frequenti

Cosa sono i Veda?


I Veda sono una raccolta di rivelazioni ai veggenti (Saggi) a cui fu svelato il significato dei mantra.

Sono l'alito del Signore Supremo che inspira ed espira proclamando la Verità che trascende tempo e spazio ed indicando agli abitanti dei tre mondi i mezzi per avere prosperità e pace. Essi non possono subire emendamenti, ne possono essere contraddetti nel corso dei tre stadi : passato-presente-futuro.

Non c’è un essere vivente al mondo che non lotti per avere ciò che desidera ed evitare ciò che non gli piace. Bene, i Veda forniscono istruzioni per avere successo sia in campo spirituale che materiale. Esse sanciscono quanto deve essere fatto e quanto non deve essere fatto, cosi seguendo tali prescrizioni e restrizioni si ottiene il bene e si evita il male.

"Veda", deriva la sua radice da "Vid", che significa "conoscere". I Veda sono incarnazione di ogni saggezza ed insegnano il modo di ottenere la purezza del cuore e di abbandonare le impurità. Sono piuttosto difficili Io studio e la padronanza dei Veda, perché la loro rivelazione è ininterrotta ed infinita. Studiare i Veda ha sempre richiesto un'infinità di tempo. E, se è già difficile studiarli, figuratevi metterli in pratica e trarne beneficio.

All'inizio esisteva un solo blocco di Veda che li comprendeva tutti. Poi Vyasa,(una parziale manifestazione di Narayana o Vishnu) costatando le difficoltà che abbiamo considerato, ne fece quattro sezioni:

  1. Rigveda,
  2. Yajurveda,
  3. Samaveda
  4. Atharvaveda.

A sua volta essi contengono dei Mantra che vengono chiamati "Samhita", sicché abbiamo:

il Rigveda Samhita, Io Yajurveda Samhita ed Atharva Samhita.

I Veda sono conosciuti anche con nove nomi:

1)Sruti; 2) Anusvara, 3) Trayi, 4) Amnayam, 5)Samamnayam, 6) Chandas, 7) Svadhyayam, 8) Gama e 9) Agama.

Ognuno di questi nomi sono ricchi di significati.

1) "Sruti" si riferisce al processo di apprendimento dei Veda da parte del discepolo che presta la massima attenzione e cura nell'ascolto di ciò che il maestro gli insegna, memorizzando tutto e mettendo in pratica quanto ha appreso. Riguarda l'esatta maniera di cantare i mantra e, quindi, il modo di trarre il massimo profitto dalla recita dei Veda. Il suono dei mantra deve essere eseguito nello stesso modo in cui viene insegnato dagli istruttori, che vanno seguiti con estrema serietà. Perciò, l'apprendimento dei mantra vedici è tramandato solo oralmente.

2) "Anusvara" è la fase della riflessione su quanto si è ascoltato, contemplando il significato dei mantra trasmessi dal maestro e conservandoli nella loro purezza e integrità mediante la costante recita.

3) "Trayi". All'inizio i tre Veda - Rig, Yajur e Sama Veda - venivano riuniti sotto lo stesso nome "Apurusheya", cioè senza origine umana, di provenienza divina. A causa di questa origine divina, tutti e tre i Veda furono definiti "Trayi", cioè Triade.

4) "Amnayam" e

5) "Samamnayam" hanno in comune la radice "na" e significa acquisire la conoscenza dei Veda attraverso la loro meditazione e pratica.

6) "Chandas" ha diversi significati e uno di loro riguarda la conoscenza che si dovrebbe custodire segretamente e diffondere con cautela. Il Samaveda è completamente costituito di Chandas.

7) "Svadhyayam" è la tradizione dei Veda trasmessi di padre in figlio, di generazione in generazione, secondo una successione genealogica. L'acquisizione dei Veda non si attua sui libri, ma viene trasmessa nei secoli da maestro a discepolo.

8) "Gama" e

9) "Agama" sono i nomi attribuiti all'atto dell'inspirare e dell'espirare di Dio, il cui alito ha dato origine ai Veda.

In una parola, i Veda sono la quintessenza del respiro di Dio. I grandi profeti, che udirono nel loro cuore quella rivelazione divina, scoprirono il cardine dei mantra in otto lettere chiave, che a loro volta sono dei mantra: A, Ka, Cha, Ta, Tha, Pa, Ya, Sapi. I Maharishi, ossia i grandi veggenti infusero i Veda mediante l'uso di queste otto lettere, essendo in grado di avere la visione dell'Indistruttibile ed Eterno Immobile.

Ogni Veda è a sua volta suddiviso ulteriormente in tre sezioni: Mantra, Brahmana, Aranyaka e Upanishad (che sono un'appendice dell'Aranyaka).

I Brahmana subirono una successiva suddivisione in tre parti:

Taittiriya Brahmana,

Aitareya Brahmana

Satapatha Brahmana, fondamentalmente costituiti di mantra.

Il tentativo di suddividere i Veda in tante parti aveva lo scopo di promuovere il benessere e la felicità del paese e dell'umanità. La celebrazione di sacrifici mirava a richiamare le piogge al tempo opportuno, in modo che i raccolti fossero abbondanti e gli uomini vivessero felicemente in prosperità.

Gli Aranyaka erano destinati a coloro che, dopo una vita vissuta nella famiglia, avessero voluto ritirarsi nella foresta per godere la gioia e la pace prodotta dalla recita dei mantra raccolti in questa sezione dei Veda. Fu attribuito il nome Aranyaka, perché questi scritti raccoglievano le esperienze ed i sentimenti che trovarono elevazione nella foresta e che furono espressi in mantra. Una notevole porzione di Aranyaka viene aggregata ai Karmakanda, la sezione che spiega il sentiero dell'azione, utile nel compimento di cerimonie sacrificali.

I Veda hanno insegnato il Sentiero dell'Azione. Tutte le branche del sapere - la fisica, la chimica, la botanica, l'economia, la musica, ecc. - sono trattate dai Veda e quegli insegnamenti hanno a che fare col mondo esteriore. Per questo i Veda sono considerati "Dvaita", cioè dualistici. Le Upanishad hanno invece insegnato il Sentiero della Conoscenza, attraverso l'introspezione.

Delle quattro principali mete dell'uomo: Giustizia, Ricchezza, Desiderio e Liberazione - i Veda si sono dedicati solo alle prime tre. Le Upanishad hanno dichiarato che la natura del Supremo può essere afferrata solo mediante il Sentiero della Conoscenza.

La Conoscenza è di due tipi: c'è la Conoscenza Superiore (spirituale) e la Conoscenza Inferiore (terrena). Fa parte di questa seconda categoria di conoscenza tutto il sapere umano, come pure tutto ciò che ha relazione con la Giustizia, la Ricchezza e il Desiderio. Soltanto la Liberazione è della Conoscenza Superiore ed è a questo tipo di istruzione che si deve tendere.

Questa Conoscenza si trova nel Vedanta. Le Upanishad sono un completamento dei Veda, poiché in esse c'è tutta l'essenza vedica. Per questo sono state chiamate Vedanta, l'unica strada che porta alla luce e alla beatitudine. Mentre i Veda sono nel dualismo, il Vedanta è non dualista (Advaita) ed è il nondualismo che fa sperimentare la Beatitudine.

Nei Veda predomina il principio dell"'Ego", mentre il Vedanta ha dichiarato che solo con l'eliminazione del senso di "Io" e di "Mio" si accede alla Realizzazione. È l"io'' che va sradicato; finché sussiste non sarà possibile entrare nel mondo della Conoscenza Suprema, ma si rimarrà legati a quello della Conoscenza Inferiore. Perciò, cercate di capire la differenza tra i Veda e le Upanishad. Il Vedanta è la quintessenza dei Veda. Occorre innanzitutto mettere in pratica, poi predicare. Solo a queste condizioni si potrà comprendere il Principio dell'Advaita, cioè del Nondualismo.

1) Il Rig Veda

è sostanzialmente una raccolta di mantra e inni di lode agli Dei. In questo veda sono molte le Divinità adorate, ma le principali sono 33. Questo testo sacro insegna l’unità. Esorta tutti gli uomini a perseguire i medesimi santi desideri. I cuori di tutti devono essere impregnati degli stessi buoni impulsi, tutti gli uomini devono battere l’unico sentiero della Verità, giacchè tutti non sono altro che la manifestazione dell’Uno. Tra i vari inni più importanti tratti da questo sacro veda abbiamo il Ganapati Prarthana, un inno che viene recitato prima di intraprendere qualsiasi rito o attività, il Purusha Shuktam, un meraviglioso inno che tratta la creazione e lo Svasti Vachaka Sloka celebre mantra da cui origina la preghiera Samasta Loka sukino Bavanthu.

2) Yajur Veda

Il suo nome deriva dalla radice Yaj la quale ha vari significati, quelli principali però sono “adorazione di Dio”, “carità” che concede i doni. Lo Yajur Veda descrive modalità e metodi per la celebrazione di Yajna (Riti) e di Yaga, al fine di propiziarsi le divinità. Esso consta due redazioni, l’una incentrata sulla tradizione di Aditya, il Sole, e l’altra su Brahma. La prima è nota col nome di SHUKLA YAJURVEDA (Yajurveda Bianco) e la seconda con quello di KRISHNA YAJURVEDA (Yajurveda Scuro).

  1. Krishna Yajur Veda (Yajurveda Scuro)

Esso includeva nella prima sezione 86 branche (shakha), ciascuna delle quali munita di testi esplicativi propri. Ma la maggior parte di esse scomparve dalla memoria umana, per carenza di studio e pratica. Ne sopravvissero solo quattro!

Tra gli inni più importanti di questo Veda abbiamo il Rudram con i suoi 11 Anuvakam e 11 Chamakam, il Sarva Devata Gayatri

  1. Shukla Yajur Veda (Yajurveda Bianco)

Aveva diciassette rami degni di nota, ma anch’essi scomparvero nel Tempo. Oggi ne disponiamo solo due! Se volessimo considerare quanto è grande l’importanza ed estremamente elevato il senso di queste due branche, dovremmo giungere alla conclusione che il valore unico di questo Veda è pressochè indescrivibile.

3) Sama Veda

il Samaveda aveva mille branche, oggi ne ha soltanto tre. Se un tesoro spirituale di tale portata è potuto sopravvivere nei pochi rami dei Veda rimasti, quanto maggiore sarebbe stata l'eredità spirituale con un patrimonio integro!

4) Atharva Veda

Atharva significa stabile, irremovibile, inalterabile. Questo Veda contiene vari mantra e formule magiche. Esse sono celebrati come Siddha Mantra, cioè come dei mantra che assicurano gli effetti promessi. Uno dei testi più belli e conosciuti di questo Veda è il Ganapati Atharva Sirsham. La Divinità che li presiede si chiama Gayatri Mantra, nota anche come Gayatri Devi. Viene adorata come colei che ha per piedi il Rig, lo Yajur ed il Sama Veda, per parte passiva l’aspetto di stabilità, la Scienza dell’interpretazione e della ricerca e per attività l’Atharva Veda.

Un esempio di Sai Baba rende più chiaro il concetto:

L’Atharva Veda è come un immenso albero del quale il Rig Veda, lo Yajur Veda ed il Sama Veda sono il tronco ed i rami, mentre le sruti e i Purana sono le foglie.

I Saggi Atharva e Angiras, che ebbero in visione i mantra di questo Veda hanno saputo individuare la duplice natura di Dio e della Creazione: Essa può apparire gradevole o terribile a secondo delle credenziali di colui che la sperimenta. Ma in definitiva e nel senso più profondo, questi mantra sono da intendersi come rivelatori dell’atma e promotori di pace e prosperità per il genere umano.

Sathya Sai Baba in un discorso del 1987 dice a tal proposito:

<< Il Benessere e la prosperità del mondo dipendono dai Veda, ogni essere umano deve avere riverenza per i Veda e prendersi l’impegno di sostenerli e promuoverli in modo corretto. Non abbiate paura, siate impavidi nel divulgarli. >>

I Veda, anche se ripetuti, furono ignorati e ciò condusse alla distruzione la conoscenza e la saggezza degli Indiani, mentre si è accentuata enormemente la chiusura mentale. Sono sempre più coloro che non nutrono amore e rispetto per i Veda e, persino fra i Brahmini, che dovrebbero esserne i depositari, è in declino l'interesse. Chi sono i Brahmini? Brahma significa incarnazione del mantra. Si dà il nome di Brahmino a chi contempla i mantra vedici e vi riflette sopra costantemente; ma i Brahmini d'oggi si sono allontanati da Dio, vera incarnazione del mantra. Contaminati da un'educazione di stampo moderno, da un'invasione di desideri, dalla cupidigia, dall'attaccamento al denaro, dalla mancanza di nobili ideali e da interessi meschini, hanno dimenticato la divinità che sta in loro. Di conseguenza, il mondo ha perduto la pace e Io stato di benessere.

Che cosa si intende per "Veda"? Uno dei significati è "consapevolezza", un altro è " intelligenza", un terzo è "discriminazione". Tutti coloro che volessero sviluppare la propria intelligenza e il proprio discernimento dovrebbero mettersi ad imparare i Veda. Oggi si usa l'intelligenza solo per porsi domande del genere: come posso avere più prestigio? Come fare per essere più ricco? Che fare per avere più comodità, più tranquillità e più possedimenti?

E cosi la gente non fa che incrementare desideri, mentre non nutre pensieri come: voglio diventare una persona virtuosa, voglio essere retto, voglio seguire la strada che porta alla Divinità, voglio arrivare a Dio.

Per inseguire progetti meschini gli uomini si votano all'ignoranza e all'egoismo, perdendo di vista la propria natura umana. Sono degli esseri umani solo quanto a forma esteriore, ma non quanto a contenuti. Che contributo possono dare al mondo persone del genere? I Veda hanno sempre cercato di costruire l'uomo capace di emanare umanità e non degli esseri che sono umani solo nell'aspetto.

Oggi un gran numero di persone recitano i Veda senza comprenderne il significato. Si può gustare la pienezza della beatitudine solo quando si comprende appieno il significato dei mantra che si cantano. Se ci si limitasse a ripetere il nome di un cibo delizioso, senza mai assaporarlo, non se ne ricaverebbe alcuna forza né soddisfazione. Si potrà sentire il dolce sapore dei Veda solo quando si è messo in pratica ciò che si legge e si canta. Non basta recitarli per avere una piena comprensione della Divinità. La completa visione di Dio sarà accordata solo quando il significato dei mantra vedici verrà vissuto nella pratica.

La visione dei Veda è ampia, ricca di nobili pensieri e di sentimenti fondati sulla saggezza. I Veda ci insegnano ad avere una mente equanime in ogni circostanza della vita ed hanno il senso dell'unità del tutto, inducendo ad essere imperturbabili nella gioia come nel dolore, purtroppo la gente d'oggi recita meccanicamente i Veda senza capirne il senso. Se almeno si capisse un inno o anche solo un singolo mantra.

Il Significato dei riti sacrificali

Sarebbe meglio non parlare di ciò che non si è capito nel suo giusto significato, che va perso quando si seguono interpretazioni fuorvianti, come va perso anche il senso del sacrificio che si compie. Ad esempio, nel Rigveda si fa la descrizione di 33 Divinità, fra le quali il Sole è la più importante. Ognuna di queste forme erano viste dotate di arti e membra, come fossero esseri umani. L'aspetto di Dio che si esprime nel Sole è assai popolare e gli sono stati attribuiti altri nomi come Ritwik, Hota e Brahma. A questa manifestazione divina sono stati offerti dei sacrifici. "Agni", il Dio del Fuoco, non è altro che un'immagine del Sole ed ha dei genitori.

Thyagaraja (un grande Saggio) esortava: "O mente, comprendi il significato di Rama e poi cantalo".

Che vuol dire cantare Rama? "Ra" si riferisce alI'Atma, cioè allo Spirito e "Ma" al Jivatma, ossia all'Anima di ciascun individuo. Il significato intrinseco della parola Rama affiora nella congiunzione del Signore con l'Anima individuale; è la combinazione della forma del Signore col devoto.

Attualmente lo studio dei Veda è molto generico e a grandi linee, mentre si trascura come applicarli nella vita quotidiana. E così, dalla nascita alla morte, si passa una vita sui Veda, senza nemmeno conoscerli a fondo, Questo sarà l'argomento che tratteremo domani. Tutto quanto è stato prescritto dai Veda è per la vita; ogni cosa è un inno al Nome del Signore: accompagnatelo nella contemplazione, nel ricordo e nella recita del Nome. In questa gioiosa salmodia, pensando al Signore ed inneggiando al Suo Nome, avrete la Sua visione.

La via tracciata dai Veda

Per raggiungere l'ultima ed eterna meta di questo mondo finito seguite il sacro sentiero indicato dai Veda. Essi insegnano la via per santificare la vita nel mondo. l Veda non vi promettono beatitudine, ma vi indicano in quali circostanze potrete ottenerla: solo attraverso il sacrificio otterrete la liberazione. Tuttavia, i Veda espongono anche una quantità di modi per ottenere gioie temporanee. Se prendete cibo quando avete fame, provate gioia. Ma quanto dura? Alcune ore dopo siete di nuovo daccapo con i morsi della fame.

l Veda hanno detto che l'appetito si soddisfa col cibo e vi descrivono come prenderlo, quanto ne va preso e in che proporzione. Tutto ciò viene insegnato nel Chamaka.

Il Namaka invece insegna come fare sacrifici e rinunce. Una delle parole usate nel sacrificio è "Namaskara", il cui vero significato è "Questo non è mio". C'è una bella differenza fra , "mama", (mio) e "namama" (non mio)! Questo "mio" è una malattia.

I Veda hanno spiegato il "namama", non mio, non questo, non questo, non questo. Io non sono il corpo fisico; non sono la mente; non sono l'intelletto; non sono la memoria; non sono questo individuo limitato. Se continuate a negare "non sono questo, non sono questo, non sono questo"; se tutto è Divina Essenza, che cosa rimane? Mente, intelletto, sensi, corpo sono stati tutti in grado di svolgere la loro attività solo grazie all'esistenza dello Spirito, l'Atma. Bisogna fare ogni sforzo per comprenderLo.

Questa è una conoscenza che si trova nella parte conclusiva dei Veda, il Vedanta.

Bisogna fare almeno un piccolo sforzo ogni tanto per sperimentare la verità del Vedanta, Per quanto vi riesce dedicatevi ad azioni buone. Siate a servizio dell'intera società.

Ripetete il Nome del Signore, non fate niente di meccanico o di forzato, non fate nulla per gelosia, non fate nulla per forza. La coercizione non serve; fate che la sola forza sia quella dell'amore che proviene dal cuore. Bisogna mirare alla forza interiore anziché a quella esteriore. Fate tutto con l'amore nel cuore!

Il 9 agosto 2006, Sai Baba disse: «È decisione di Bhagavān che la recitazione dei Veda venga fatta in tutti i Paesi, da tutti, da tutte le classi sociali, da tutte le comunità e da tutti gli individui!»

« Uno studio regolare dei Vēda e la pratica dei loro insegnamenti conferiscono tutte le forme di abbondanza. I Vēda sono un dono di Dio per il benessere dell’intera umanità. I Vēda non fanno distinzione di religione, casta o nazionalità. I Mantra vedici possono essere cantata da tutti. È il desiderio di Swami che i Vēda si diffondano in ogni paese cosicché ogni essere umano al di là della religione, casta o nazionalità possa impararli e cantarli. »

Gli inni Vedici tratti dai quattro Veda che ancora oggi sono custoditi per essere studiati e recitati sono i seguenti:

Ganapati Prarthana

Sri Rudram

1)Namakam

2)Chamakam

Purusha Shuktam

Na Karmana

Siksavalli

Atma Shuktam

Nilashuktam

Bhrguvalli

Devi Shuktam

Bhu Shuktam

Pavamana Shuktam

Ayusya Shuktam

Isavasyopanisat

Ganesha Shuktam

Proksana Mantram

Sivopasana Mantrah

Durga Shuktam

Narayana Shuktam

Ganapati Atharva Siersam

Visnu Shuktam

Laghunyasam

Hiranyagarbha Shuktam

Medha Shuktam

Bhagya Shuktam

Navaraha Shuktam

Sri Shuktam

Brahmanandavalli

Mantra Puspam

Sarva Devata Gayatri

Durva Shuktam

Udakashanti Mantrah

Suryopanisat

Narayana Upanishad

Svasti Vachaka Sloka

Ksama Prarthana




Chi è Sathya Sai Baba


Rispondere a questa domanda è sicuramente un’impresa abbastanza ardua quanto lo è la richiesta di misurare il mare o di chiederci se esiste Dio, infatti la reale e vera risposta la possiamo avere soltanto dopo un accurata ricerca. possiamo solo affermare secondo le nostre immagini che Sai Baba è l’immanente Essere Consapevolezza Beatitudine. Egli è senza dubbio Dio, che ha assunto forma umana per guidare l’intera umanità. Purtroppo, come in tutte le cose, che non fanno parte dell’ordinario bisogna esaminarle a fondo prima di farsi prendere dal pregiudizio che è innato nella mente dell’uomo. I nostri preconcetti e barriere hanno limitato perfino la possibilità della venuta dell’illimitabile. La paura, l’insicurezza di ciò che ci è ignoto e che potrebbe far cadere come un castello di sabbia tutto ciò che nella vita abbiamo acquisito, ci porta subito alla negazione, al ripudio ed al giudizio. Ma se andiamo ad analizzare con calma e mente aperta possiamo subito giungere alla conclusione che nulla è impossibile al creatore dell’intero universo. Egli infatti può venire quando lo ritiene più opportuno, con la forma che preferisce e nel modo che reputa più giusto; d’altronde per poter verificare una grande altezza bisogna avere una scala altrettanto alta non vi pare? Bene la scala giusta per capire chi è Sai Baba è sicuramente, in primis la sensazione del nostro cuore, ma per essere certi che esso non sia influenzato dallo sguardo inquisitore della nostra mente dovremmo sapere cosa ci comunica questa straordinaria figura. Quali sono i suoi discorsi? Quali sono le sue azioni chi è realmente Sai Baba? La cosa migliore che il ricercatore di verità possa fare è quello di ascoltare la Sua parola, leggere i suoi discorsi e conoscere la sua vita. Egli predica amore costantemente, la sua vita è il suo messaggio, le azioni che compie sono sempre un servizio verso il prossimo, Egli è una guida spirituale, morale continua . Sai Baba afferma che non esistono varie religioni, ma solo una: la religione dell’amore, infatti paragona Dio (amore) e le religioni con un grande albero dove il tronco è Dio , l’amore la rettitudine ed i rami sono le varie religioni che sono parte integranti dell’albero ma con forme e nomi differenti . Lui afferma che esiste un solo Dio , che vive nel nostro cuore e può essere adorato in tutte le forme che si voglia, basta solo farlo con il cuore; il miglior servizio che possiamo offrirgli è quello reso al prossimo. Dove c’è amore c’è Dio, dove c’è giudizio, disprezzo, c’è il nostro ego e quindi non può risiedervi l’eternamente puro. Non possiamo giudicare le altre religioni perché sono tutti strumenti che elevano il nostro essere al divino. Sono innumerevoli le opere che ha costruito per il benessere dell’uomo: ospedali, acquedotti, scuole ,etc.., ovviamente tutte a titolo gratuito. Egli afferma che esiste una sola casta, la casta dell’umanità. Lo scopo della sua venuta è la restabilizzazione del dharma il ripristino della conoscenza e lo sviluppo dell’unica vera consapevolezza : ogni essere vivente è divino, siamo tutti lampadine alimentate da una sola corrente. Sai Baba afferma: “ Dio è dentro di te, Scoprilo!” Chiunque abbia incontrato Sai Baba può affermare che l’amore che esso sprigiona va al di là di qualsiasi sentimento . Sathya Sai Baba manifesta la Sua piena potenza Divina in vari modi, con l’insegnamento spirituale costante, con l’azione effettiva di opere per tutti, con incredibili miracoli di onniscenza, onnipresenza, guarigioni, resurrezioni e materializzazioni della materia. Egli infatti ha sempre dimostrato di conoscere tutto, di qualsiasi essere umano, anche i segreti più reconditi. Ma il miracolo più grande è la totale trasformazione dell’animo umano. Baba infonde costantemente amore e pace, mostrando ad ognuno la propria divinità, guidandoci verso la strada regia della Realizzazione. Ogni uomo ha il suo percorso, la sua esperienza da fare. Anche il bigottismo, il pregiudizio, la pigrizia sono strumenti, seppur negativi, usati dal nostro Sé per l’evoluzione dell’anima. Ogni cosa viene usata per arrivare alla metà e compire il Suo scopo; quindi non è importante come possiamo reputare questo essere straordinario, ci si può credere o meno, ma se ci atteniamo ai Suoi Insegnamenti, alla Sua parola, non possiamo che uscirne migliorati, felici e spiritualmente elevati. La verità sarà sempre la verità e nulla, neanche il più incallito pregiudizio potrà ostacolarla. Sai Baba è l’incarnazione del Kalki Avatar, l’Avatara di questo yuga (l’era presente), tuttavia Egli è un Purna Avatara, in Lui si manifestano tutti i poteri e gli attributi pieni di Dio. Il Purnavatar possiede una visione una visione onnicomprensiva e l’onnipotenza Divina. La Sua missione è l’unione dell’ umanità. Questo obbiettivo sarà suddiviso in tre epoche con tre differenti incarnazioni, La precedente come Sai Baba di Shirdi (1838-1918) , dove Egli affermava che si poteva paragonare ad una madre che cucinava in silenzio i piatti per i suoi figli, quella come Sathya Sai Baba (1926-2011) , dove i piatti preparati vengono resi evidenti e messi in tavola a tutti gli invitati e la terza come Prema Sai Baba, dove tutti potranno festeggiare e gustare il prezioso cibo finalmente pronto. Sai Baba riassume in Sé tutte le virtù che l’uomo vorrebbe possedere. Il Suo equilibrio è eccezionale; Non si lascia mai dominare da passioni né dall’ira. Quando vuole mostrare un lato severo della Sua complessa Realtà, lo fa solo esteriormente, senza esserne intaccato. È pieno di bontà e di dolcezza, ma senza apparire debole. Ha uno sguardo pieno d’amore, ma senza essere sentimentale. A volte assume un atteggiamento molto umile, ma conserva la Sua piena regalità. Intorno a Lui c’è sempre un’atmosfera Divina, il Suo viso irradia una luce Santa. Le Sue parole sono piene di verità e di pace. Chi le ascolta porta via con sé un patrimonio che prima non sapeva di poter avere. Sai Baba per tutta la Sua vita, ogni giorno non ha fatto altro che scendere tra folle in attesa, benedire, consigliare, accogliere petizioni, lettere, preghiere, richieste. Ogni giorno ha distribuito vibuthi per guarire, confortare, suggerire la via regale per trovare a Dio. Da direttive e ascolta dal più povero al più ricco e potente del Paese. Distribuisce ai bambini poveri ed ai bisognosi, vestiti e coperte. Sai Baba è come un padre di tanti figli prodighi, che aspetta chi ritorna da Lui. Quando il figlio dissoluto fa ritorno, Egli non lascia che reciti l’autoaccusa del peccatore. Imbandisce un solenne banchetto, gli mette al dito l’anello prezioso, da ordini perché sia trattato con tutti gli onori e gli ricorda che è sempre stato suo figlio, anche quando era lontano da casa. Le qualità che tutti possono vedere nella personalità di Sai Baba mostrano con irriducibile chiarezza la Sua Santità e la sua Essenza Divina. In conclusione la figura di Sai Baba non si può e non si deve spiegare a parole, ma bisogna approfondirla, studiarla, viverla per scoprire la dolcezza e l’amore che infonde nel mondo e nel cuore di ognuno.




Quali sono le Venti Importanti Istruzioni Spirituali?


VENTI IMPORTANTI NORME SPIRITUALI da Sri Swami Sivanandaji Maharaj

1. Alzarsi alle 04:00 tutti i giorni. Questo è l’orario del Brahmamuhurta ed è estremamente favorevole per la meditazione su Dio.

2. ASANA: Sedersi in posizione Padma, Siddha o Sukha Asana per fare Japa e meditazione per mezz'ora, rivolto a est o nord. Aumentare il periodo gradualmente a tre ore. Fare Sirshasana e Sarvangasana per tenere il passo Brahmacharya e la salute. Prendere esercizi fisici leggeri come camminare, ecc, regolarmente. Fare venti Pranayama.

3. JAPA: Ripetere ogni Mantra oppure aggiungendo Om. Om Namo Narayanaya, Om Namah Shivâya, Om Namo Bhagavate Vasudevaya, Om Saravanabhavaya Namah, Sita Ram, Sri Ram,Hari Om, o Gayatri, secondo il vostro gusto o inclinazione, da 108 a 21.600 volte al giorno.

4. ALIMENTAZIONE: Prendere cibo Sattvico, Suddha Ahara. Eliminare peperoncini, tamarindo, aglio, cipolla, alimenti acidi, olio, senape, assafetida. Osservare la moderazione nella dieta (Mitahara). Non sovraccaricare lo stomaco. Rinunciare quelle cose che la mente piace di più per una quindicina di giorni in un anno. Mangiare cibo semplice. Latte e frutta aiutano molto per la concentrazione. Bisogna prendere il cibo come una medicina per mantenere in forma il corpo. Mangiare per godimento è sbagliato. Rinunciare sale e zucchero per un mese.

Bisogna essere in grado di vivere il riso, Dhal e pane senza alcuna chutni. Non chiedere sale in più per Dhal e zucchero per tè, caffè o latte.

5. MEDITAZIONE : Avere una stanza della meditazione separata sotto chiave.

6. BENEFICENZA: Fate la carità regolarmente, ogni mese, o addirittura tutti i giorni secondo i vostri mezzi, dire sei paise per rupia.

7. Svadhyaya: lo Studio sistematico della Gita, Ramayana, Bhagavata, Sri Vishnu-Sahasranama, Lalita-Sahasranama, Aditya Hridaya,Upanishad o Yoga Vasishtha, la Bibbia, Zend Avesta, il Corano, il Tripitakas, il Granth Sahib, ecc, da mezza ora ad un'ora al giorno e hanno Suddha Vichara.

8.Brahmacharya: Preservare la forza vitale (Veerya) molto, molto accuratamente. Veerya è Dio in movimento o manifestation-Vibhuti. Veerya è tutto il potere. Veerya è tutto denaro. Veerya è l'essenza della vita, il pensiero e l'intelligenza.

9. Slokas PREGHIERA: ripetere con il cuore qualche preghiera-Slokas, Stotras e ripeterli, non appena ci si siede in prima Asana partendo Japa o la meditazione. Questo eleva la mente rapidamente.

10. Satsanga: Avere Satsanga. Rinunciare cattive compagnie, il fumo, carne e liquori alcolici interamente. Non sviluppare eventuali cattive abitudini.

11. DIGIUNA SU EKADASI: Digiunare su Ekadasi o prendere solo latte e solo frutta.

12. JAPA MAALA: Avere Japa Maala (rosario) intorno al collo o in tasca o sotto il cuscino di notte.

13. Mouna: Osservare Mouna (voto di silenzio) per un paio di ore al giorno.

14. Dite la verità: Dite la verità a tutti i costi. Parla poco. Parla con dolcezza.

15. Ridurre i vostri desideri. Se hai quattro camicie, riduci il numero di tre o due. Condurre una vita felice. Evitare inutili preoccupazioni. Avere un modello di vita e di pensiero elevato.

16. MAI male a nessuno: Mai fare del male a nessuno (Ahimsa Paramo dharmah). Controllare rabbia l'amore, Kshama (perdono) e Daya (compassione).

17. Non dipendere da DIPENDENTI: Non dipendere servi. L'autosufficienza è il più alto di tutte le virtù.

18. AUTOANALISI: Pensate gli errori che avete commesso durante il corso della giornata, poco prima di andare a letto (auto-analisi). Tenere diario quotidiano e il registro di auto-correzione.Non rimuginare su errori del passato.

19. Compi il dovere (Dharma): Ricordate che la morte vi aspetta in ogni momento. Non mancare mai di compiere i propri doveri. Avere pura condotta (Sadachara).

20. RINUNCIA PER DIO: Pensate a Dio, non appena ti svegli e appena prima di andare a dormire. Abbandonatevi completamente a Dio (Saranagati).

Om Santih Santih Santih!

Questa è l'essenza di tutte le Sadhana spirituale. Questo sadhana vi condurrà alla Moksha. Tutti questi Niyama o canoni spirituali devono essere rigidamente osservati. Non si deve avere clemenza con la mente.




Cos'è l'ISSE? Il Sistema Educativo dei Valori Umani?


EDUCAZIONE AI VALORI UMANI SATHYA SAI
Introduzione Generale: SSEHV e EDUCARE
Se vogliamo far crescere una quercia, dobbiamo prima piantare una ghianda. Se vogliamo:
che i nostri bambini:
 sviluppino un carattere forte, sano e felice,
 siano in grado di distinguere tra “giusto e sbagliato”, e che
 coltivino virtù e valori con sensibilità amorevole e senso di unità con tutti gli esseri,
allora dobbiamo noi stessi preparare il terreno ed offrire loro un ambiente socio-educativo in cui
possano crescere e prosperare. Questa è, in poche parole, l’intenzione e l’obiettivo dell’Educazione
Sathya Sai, il cui scopo principale è di modellare e formare il Carattere.
“La vera educazione non consente semplicemente ad un bambino di imparare a guadagnarsi da
vivere, lo prepara a vivere la propria vita.”1
Il programma di Educazione ai Valori Umani Sathya Sai (SSEHV) è una proposta educativa che
abbraccia insegnanti, genitori e bambini, e che coltiva e promuove valori umani universali comuni
da tempo immemorabile a tutte le culture e tutte le fedi. Le sue caratteristiche intrinseche sono la
ferma convinzione:
 che l’ educazione è un processo di apprendimento che dura una vita,
 che la concentrazione è l’essenza dell’educazione e il carattere il suo fine, e
 che la personalità umana può raggiungere l’eccellenza attraverso un percorso articolato di
apprendimento integrale, che le consente così di esprimere appieno il suo potenziale.
Così come è vero che una possente quercia cresce da una piccola ghianda, se vogliamo che nella
nostra società crescano la pace e la felicità, dobbiamo esporre i nostri figli ai più alti ideali sin dai
primi anni delle loro vite. Solo così fiorirà il loro più nobile carattere ed essi cresceranno
trasformandosi in adulti sensibili e responsabili, capaci di affrontare le sfide della vita con
intraprendenza e forza interiore.
“Ci sono due tipi di conoscenza. Una relativa alla conoscenza delle cose esterne; questo potere si
manifesta nella testa. Il cuore permette di manifestare la conoscenza interiore. La vita diventa
ideale quando entrambi questi tipi di conoscenza sono resi manifesti ed in armonia. Essi sono stati
chiamati Educazione ed Educare”.
Basata sulla filosofia di EduCARE2, SSEHV si propone di stimolare la manifestazione di qualità
positive, talenti, e potenziale di altruismo e virtù che giacciono latenti nel cuore umano. Per fare
questo segue una pedagogia di educazione integrale unita ai valori universali di:
 Verità,
 Rettitudine3,
 Pace,
 Amore, e
 Non Violenza.
1 Tutte le citazioni senza riferimento sono di Sathya Sai Baba
2 Si collega alla parola Latina “Educere”, che significa condurre fuori, esternare.
3 Rettitudine, Retta Condotta, Azione Giusta sono usati in maniera interscambievole in questo testo.
4
La pedagogia SSEHV mira all’educazione del bambino nella sua interezza, e non solo
all’insegnamento di informazioni relative a determinate aree di studio. Attraverso indagini
sistematiche, creative ed esperienziali di una serie di aspetti relativi ai valori vissuti nella vita
quotidiana, si acquisisce una più ampia comprensione dei valori stessi incoraggiando la loro
messa in pratica. Un approccio all’apprendimento che unito all’istruzione accademica aiuta il cuore
del bambino, la sua mente e la sua anima a fiorire e dispiegarsi in una piena comprensione e
consapevolezza che porteranno all’unità di testa, cuore e mani, formando e trasformando il
carattere.
“Semina un pensiero, e raccoglierai un’azione. Semina un’azione, e raccoglierai un’abitudine.
Semina un’abitudine, e raccoglierai un carattere. Semina un carattere, e raccoglierai un destino”.
5
OBIETTIVI DELL’EDUCAZIONE SATHYA SAI
Il programma Educazione ai Valori Umani Sathya Sai mira non solo alla formazione ma alla
trasformazione del carattere del bambino con una triplice messa a fuoco:
· Eccellenza del Carattere
· Eccellenza Accademica, e
· Eccellenza Etica e Morale
Tra gli obiettivi che persegue desidera dare a tutti i bambini le seguenti possibilità:
· di imparare a conoscere se stessi e a coltivare un positivo dialogo interiore;
· di imparare il valore profondo delle proprie radici e eredità culturali;
· di imparare a conoscere le altre culture, tradizioni e religioni e ad avere una profonda
comprensione della fratellanza di uomini e donne di ogni razza, cultura o credo;
· di rispettare i 5 Valori Umani di Amore, Verità, Rettitudine, Pace e Non Violenza, mettendoli
in pratica nelle proprie vite;
· di prendere decisioni etiche conseguenti ad un personale senso di responsabilità nei
riguardi dei diritti, della vita e della dignità di tutte le persone;
· di conseguire l’autostima e l’autodisciplina, e di imparare l’importanza della concentrazione;
· di sviluppare le abilità sociali necessari per risolvere problemi e conflitti, prendere decisioni,
e lavorare in cooperazione;
· di sviluppare un forte rispetto per l’ambiente naturale e gli animali.
· di promuovere una cultura di pace diventando esseri umani che vivono in pace.
· di sviluppare Fede e Amore per la Bontà; e
· di coltivare un senso di ammirazione e riverenza verso la Creazione tutta, nello spirito di
unità nella diversità.
Al fine di perseguire i propri scopi accentua l’importanza di valori quali:
· integrità, saggezza, senso pratico, creatività e discernimento (VERITÀ);
· rispetto per i genitori e gli insegnanti, onestà, buone maniere, buon comportamento e
rispetto per il proprio dovere (RETTITUDINE);
· umiltà, semplicità, tolleranza, pazienza, soddisfazione (PACE)
· gentilezza, compassione, perdono, gratitudine, cortesia, sollecitudine verso gli altri,
amicizia (AMORE); e
· riguardo per l’ambiente, unità, armonia, coscienza sociale, rispetto per tutte le religioni
(NON VIOLENZA).
6
Il METODO
“L’amore in pensiero è Verità
L’amore in azione è Retta Azione
L’amore in sentimento è Pace
L’amore in comprensione è Non violenza”
L’istruzione odierna si prefigge il compito di promuovere lo sviluppo di facoltà intellettive e abilità
tecniche, ma fa poco per rafforzare virtù quali integrità di carattere e buon senso. Avendo perso
l’autorità sul comportamento morale dei propri allievi, tralascia la formazione di attitudini sociali tra
cui l’auto-controllo, il rispetto di imprescindibili valori umani e un atteggiamento coscienzioso verso
la vita in generale. Se da una parte è desiderosa di spingere i giovani a crescere in fretta per
uscire nel mondo e far parte della scalata lavorativa, dall’altra li lascia soli, impreparati ad
affrontare le innumerevoli sfaccettare della vita, ignari delle vere sfide che li aspettano.
Un percorso educativo che crede nella qualità della vita, raggiungibile grazie alla pratica di valori
umani, morali e spirituali, e nella necessità di incoraggiare i giovani a trovare uno scopo da
realizzare e un proposito da raggiungere che va oltre una professione lavorativa, è ciò che il
programma SSEHV propone. Radicato nel principio di Educare, innesca delle nuove strategie in
campo dell’istruzione scolastica, sollecitando la manifestazione dei valori naturali e intrinseci
dell’essere umano, favorendone la giusta espressione.
I valori di Verità, Rettitudine, Pace, Amore e Non-violenza sono esplorati con l’aiuto di:
 citazione;
 racconto di storie;
 canto di gruppo;
 esercizi di concentrazione e di silenzio (silent sitting);
 attività di gruppo.
Quando la fioritura della personalità del bambino è integrale, corpo, mente e anima lavorano in
unisono, sviluppando unità di pensiero, parola e azione. Se nel contempo i bambini crescono nella
consapevolezza che la felicità è un diritto comune e che non dipende solo dal conseguimento di
beni materiali, sarà più facile orientarli verso pensieri nobili e ideali elevati. Ciò è intrinsecamente
possibile per SSEHV la cui filosofia si basa sulla ferma convinzione che esiste un potenziale di
bellezza, verità e bontà inerente in ciascun individuo. Ruolo dell’insegnante e del genitore è di
facilitarne l’emergenza.
“Esiste un collegamento organico tra i valori umani e la personalità umana. La felicità mentale
deriva dalla pace, la pace dall’amore, l’amore è collegato alla non violenza, la non violenza è il
risultato della retta condotta e la retta condotta non può sussistere senza la Verità. Perciò i cinque
valori umani di amore, verità, retta azione non violenza e pace, che rappresentano l’apice della
personalità umana, sono i petali dello stesso fiore.”
7
SSEHV-EDUCARE – IN CHE COSA È DIVERSO?
“Educare non vuol dire imparare a memoria dai libri per poi vomitare ciò che si è appreso nelle
aule degli esami. È la vita stessa che insegna, insegnamenti che vengono infusi nell’individuo, che
ci trasformano. Questo conferisce un nuovo senso a argomenti di studio talvolta monotoni come la
matematica e la geografia, una nuova vitalità all’apprendimento di una lingua, una comprensione
cosmica alla scienza e intensificata bellezza alla musica e all’arte. L’educazione non è qualcosa
che deve essere farcito nelle orecchie di fanciulli innocenti. Al contrario, viene dall’interno. È il
rilascio della intuizione e la divinità che si trova in ciascun individuo. … Educare è anche la
sapienza nell’assicurare un equilibrio costante dei cinque elementi dentro di noi, grazie alla
corretta gestione della mente e di adeguati stimoli sensoriali, così che il flusso dell’energia divina
che sgorga dall’interiore possa scorrere in modo ininterrotto. In altre parole, è necessario
raggiungere armonia tra pensieri, parole e azioni affinché il mondo fisico possa essere percepito
come l’estensione del mondo spirituale… Educare implica la sensibilizzazione di noi stessi, la
sensibilizzazione dei nostri figli affinché siano in grado di reagire e diventare persone premurose e
altruiste.”
SSEHV propone “Informazione per trasformazione” e implica un processo di auto-conoscenza che
sposta l’ago della bilancia da una educazione imposta, all’ auto-educazione. Quando il fanciullo
apprende che è in grado di osservare, migliorare e correggere l’interazione di sensi, emozioni e
mente, egli/ella diventa più cosciente, fiducioso e indipendente. Il segreto della auto-disciplina è
uno dei doni più grandi che potremo mai fare ai nostri figli. Arrivarci è un approdo coscienziale, che
nasce grazie all’abitudine acquisita dell’ascolto del proprio cuore. Il valore del proprio aspetto
spirituale viene apprezzato man mano che il bambino impara a riconoscerlo e a seguirne i dettami
attraverso l’esperienza.
La tecnica del sedersi in silenzio (silent sitting) promuove un dialogo interiore, e rappresenta, tra
l’altro, un balsamo rilassante per l’irrequietezza e la mancanza di concentrazione. Mette i bambini
in contatto con i propri sentimenti e il loro essere più profondo, agevolando uno sviluppo
emozionale e un accrescimento dell’autostima. È uno strumento che li aiuta a comprendere
problemi comportamentali e problemi annessi, con il risultato di migliorare le proprie relazioni.
Non appena i bambini imparano a sintonizzarsi con la propria coscienza essi sanno, dall’interno,
cosa è giusto e cosa non è giusto per loro. Più tardi sarà più facile che imparino ad acquietare
l’agitazione mentale, facendo sì che l’introspezione diventi un’abitudine positiva nelle loro vite.
Oggigiorno, la capacità di distogliersi dalla confusione del mondo, e la saturazione sensoriale che
comporta, è una abilità che molti vorrebbero avere. Potenziare i nostri figli con una simile abilità
vuol dire offrire loro una fonte di benessere e pace interiore, cruciale quando ci si trova confrontati
con le difficili onde della vita.
Riconoscere la presenza dell’aspetto spirituale in un percorso educativo è ciò che fa la differenza
tra SSEHV e altri programmi valoriali: un aspetto che si schiude man mano, rivelando una fonte di
inesauribile valore umano, e conducendoci verso la comprensione di un’identità comune tra tutti gli
esseri umani, di fronte alla quale differenze di colore, cultura e lingua sono irrisori.
“La spiritualità richiede il riconoscimento delle innumerevoli capacità dell’uomo che emano dallo
Spirito e non dalla mente. Spiritualità vuol dire far sì che l’individuo manifesti la propria divinità
latente. È la realizzazione del ruolo dello Spirito nella vita quotidiana”.
8
Una Storia Che Dice Tutto
Un ricco uomo d'affari era stato invitato a tenere un discorso di apertura a una fiera internazionale
che si sarebbe svolta su un'isola lontana dal suo paese. Dopo un lungo e faticoso viaggio, atterrò
nella grande capitale di destinazione, guidò per le strade periferiche della città fino all’aperta
campagna, viaggiò lungo la costa e alla fine raggiunse il porto dove, secondo i piani stabiliti, lo
attendeva un traghetto.
Ma il suo programma fu subito turbato. I traghetti avevano ultimato il loro orario di collegamento da
e per l'isola, sicché il solo modo per giungere a destinazione quella sera, in tempo per la cerimonia
di apertura, era con una barca a remi.
Il barcaiolo, un uomo semplice, accolse il suo insolito passeggero. “Questo viaggiatore non è un
uomo qualunque” pensò, fiero di poter offrire i servizi della sua umile imbarcazione a qualcuno di
così distinto e di bell'aspetto.
Il nuovo passeggero si sedette con esitazione sul sedile di legno della barchetta vacillante e, con
fare disinvolto, tirò fuori dalla sua ventiquattr'ore il quotidiano del giorno. Il barcaiolo si sedette di
fronte a lui e prese a remare verso l'isola.
“Dimmi un po', hai sentito dei recenti scandali politici in Europa?” domandò l'uomo d'affari. “È una
cosa che... come dire... ha riempito i titoli di tutti i giornali!”
“No, non ne ho sentito parlare” balbettò il barcaiolo. “Io non leggo i giornali...”
“Non li leggi?” L'uomo d'affari squadrò il barcaiolo dalla testa ai piedi. “Non capisco come fai a
gestire la tua vita senza essere informato delle vicende del mondo! Mi spiace terribilmente dirtelo
ma così il 25% della tua vita è sprecato!”
Il barcaiolo continuò in silenzio a remare verso l'isola.
“Presumo che tu abbia almeno letto del recente crollo del mercato finanziario” riprese l'uomo
d'affari.
“Vede, signore” rispose il barcaiolo “il fatto è che io non so leggere. Mi spiace, signore.”
“Vuoi dire che sei analfabeta? Buon Dio! Così hai sprecato il 50% della tua vita!” si lasciò sfuggire
il passeggero. “Su, sbrigati... Sto perdendo il mio tempo con te!”
Si guardò intorno. Il cielo era già diventato scuro. “Il mio orologio deve essersi rotto” borbottò. “Che
ore sono?”
“Che ore sono, signore?” replicò il barcaiolo continuando a remare. “Non saprei, signore, io non
porto l'orologio. A dire il vero, non ho mai imparato a leggere le ore. Sono un uomo umile...”
“Ma questo è inaudito!” sbottò furiosamente l'uomo d'affari. “Come fai a vivere senza un orologio!?
Che miserabile! Lo sai che così hai sprecato il 75% della tua vita?”
Il barcaiolo chinò tristemente il capo. Non capiva che cosa rendeva tanto infelice quell'uomo così
elegante.
“Ehi, tu, guarda qui!” gridò l'uomo d'affari indicando il fondo della barca. “Guarda le mie scarpe!
Deve esserci un buco nella barca! I miei piedi sono bagnati!”.
Nuvole nere attraversarono il cielo, si udirono alcuni tuoni e subito dopo iniziò a piovere. Le onde
divennero più alte e minacciose, sballottando la barca sui fianchi, davanti e dietro.
Il barcaiolo smise di remare e fissò il suo passeggero. “Sapete nuotare, signore?” domandò.
“Nuotare?” sbraitò l'uomo d'affari. “Sono sempre stato impegnato in affari molto più importanti...
cose da leggere... esami di laurea... tesi da discutere, frequentare corsi di formazione... Non ho
mai avuto tempo per imparare a nuotare!”
“Sono davvero dispiaciuto” disse con calma il barcaiolo “ma devo darle una brutta notizia. Tutta la
sua vita è stata uno spreco, perché sicuramente annegherà!”
9
I CINQUE VALORI UMANI: LA VERITÀ
“L’istruzione deve infondere i Valori Umani fondamentali, deve promuovere un comportamento
etico, incoraggiare l’autocontrollo. Tale è la funzione essenziale dell’istruzione.”
Sono molte le virtù che fluiscono dal Valore Umano della Verità. I bambini iniziano a confrontarsi
con essa imparando a non mentire, prima agli altri e in seguito a sé stessi. Attenersi alla verità
significa coltivare sincerità, onestà, autoanalisi e purezza, diligenza, equità, coraggio e integrità.
Quando la verità è “la mia verità” e “la tua verità”, il bambino impara che essa ha molte
sfaccettature. Che si modifica e continua a cambiare in base all'esperienza, all'età, al punto di
vista, alla cultura e al sistema di credenze. I valori quali discernimento, intuizione, giustizia, ricerca
della conoscenza, spirito di indagine, sintesi sono nutriti quando la ricerca di una verità duratura si
oppone a una verità relativa.
“Che cos’è esattamente la Verità? È forse la descrizione di una cosa come la si è vista, senza
esagerarla o sminuirla? No. O è invece il racconto di un evento fatto con le stesse parole con cui lo
si è sentito narrare? No. La Verità eleva. Essa declama degli ideali. Ispira gli individui nella
Società. È la luce che illumina il sentiero dell’uomo.”
Afferrare la verità sottostante alla vita è stato da sempre l’anelito dei più rinomati filosofi e
ricercatori, concordi nell’affermare che al di là dei confini dell'individuo, del sé egocentrico, vi è una
realtà più profonda e un sé più alto, assai più veri. SSEHV copre tutti questi aspetti della verità,
esplorando il mondo fenomenico, - il mondo che vediamo, tocchiamo e sentiamo e il mondo
interiore, - il mondo dell’essere, la coscienza e la consapevolezza, che è la radice di tutto il resto,
come le radici di un albero lo sono per il tronco, i rami, le foglie e i frutti.
Desideroso di offrire a suo figlio Svetaketu l'idea e il sapore della Verità, il saggio Udalaka Aruni
spedì il ragazzo a procurargli un frutto rosso dell'albero di banyan. Quando il fanciullo gli portò il
frutto, suo padre gli disse: “Taglialo a metà”. Il ragazzo fece quanto richiesto. “Che cosa c'è
dentro?” gli domandò Udalaka Aruni. “Ci sono tantissimi semi” rispose il
fanciullo. “Prendine uno e taglialo a metà” gli disse il padre. Dopo un
grosso sforzo e tanta pazienza, Svetaketu riuscì a tagliare un semino.
“Che cosa c'è dentro?” gli domandò il saggio. “Dentro non c'è nulla,
padre”. “Oh, figlio mio, un albero del genere non può nascere dal nulla!”
“Davvero, padre. Non c'è nulla.” “Quello che tu chiami nulla, è qualcosa
che gli occhi non possono vedere, qualcosa di invisibile dal quale questo
alto albero nasce. Ed è la forza, lo spirito invisibile che pervade ogni
cosa, la radice di tutto ciò che esiste.”
Chandogye Upanishad
Cercare e accertare ciò che è vero e reale è di gran lunga più rilevante
nel mondo d'oggi, caratterizzato da una società sempre più artificiale e virtuale in cui vivere.
Portando alla luce le sfaccettature della verità fa sì che si sviluppi la facoltà della discriminazione,
che a sua volta conferisce l’abilità di prendere le giuste decisioni, rendendo il proprio viaggio
attraverso la vita più lineare e sicuro.
10
I CINQUE VALORI UMANI: LA RETTA AZIONE
“Vi è un bisogno di ripensare e allargare la nozione di educazione a
vita. Che non solo si adatti ai cambiamenti della natura del lavoro,
ma che costituisca un processo continuo e completo di formazione
degli esseri umani: la loro conoscenza, i talenti, la facoltà critica e
la capacità di agire. Dovrebbe consentire lo sviluppo della
consapevolezza di sé stessi e dell'ambiente e incoraggiarli a
giocare il loro ruolo sociale nel lavoro e nella comunità. — Jacques
Delors, “L'educazione, ovvero l'utopia necessaria”
Nella vita di un bambino la retta condotta si presenta in modo
triplice e riguarda lo sviluppo di abilità di auto-aiuto, abilità sociali ed abilità etiche. Quando la
Retta Azione viene associata a sé stessi, si promuove lo sviluppo di attributi del carattere quali
cura di sé, igiene e abitudini alimentari corrette, pulizia e postura, ma anche spirito di
intraprendenza e autosufficienza. I bambini imparano a conoscere la meccanica del proprio corpo
e a curarlo, realizzando che devono essere forti, in salute e ben coordinati per compiere qualsiasi
compito nella vita. Imparano ad apprezzare l'aria pura, la ginnastica e una dieta equilibrata.
Anche i buoni pensieri e le buone compagnie sono essenziali per una vita salutare e per uno
sviluppo ben equilibrato. Imparare a osservare i propri pensieri è un aspetto fondamentale della
Retta Azione. Pensare è una delle caratteristiche principali della vita umana, e i bambini devono
poterne riconoscere il potere: i pensieri generano idee, concetti, schemi comportamentali e stili di
vita, che col tempo plasmano la nostra vita e le nostre società. È della massima importanza
insegnare ai bambini a essere responsabili nel decidere il tipo e la qualità dei pensieri che
desiderano nutrire e creare.
Quando il valore della Retta Azione è associata agli altri, prende la forma di buon comportamento,
rispetto per gli altri, disponibilità, capacità di coltivare buone relazioni. In seguito queste attitudini
umane diverranno capacità etiche e morali, favorendo lo sviluppo di attributi quali coraggio,
coscienza ecologica, determinazione, spirito di iniziativa, senso del dovere. Ma il più alto livello
dell’agire rettamente sarà raggiunto quando lo si farà in accordo con la propria Coscienza, il cui
frutto saranno pensieri e intenzioni radicate nell'amore. Se, sulla base della filosofia EDUCARE, i
bambini fanno dell’introspezione un’abitudine, un buon comportamento e l'adozione di scelte
etiche saranno il risultato naturale.
Il bambino sarà pro-attivo, grazie alla
acquisita fiducia nelle profonde risorse che
possiede, capace di fare delle scelte di cui è
cosciente, piuttosto che compiere azioni
inconsapevoli dettate dall'impeto del
momento o ereditate da comportamenti e
abitudini familiari mai messe in discussione.
11
I CINQUE VALORI UMANI: LA PACE
“Che ci sia pace nel mondo, e che essa cominci da me”.
—Robert Muller – Premio Unesco per l’Educazione alla Pace 1989
Tutti i valori sono interconnessi e hanno diversi livelli di significato. Quando si parla di ‘pace’, si
tende a pensare alla pace ricordandosi di quando manca, focalizzando la propria attenzione sulla
realtà opposta fatta di guerre e conflitti, e sulla speranza dell’umanità di realizzare un giorno l’unità
tra tutti i popoli e la pace mondiale. Raramente si realizza che per raggiungere questo traguardo
non basta un impegno politico, ma una scelta di crescita personale. Vuol dire rispettare il senso
del valore nella propria vita, e assicurarsi uno stato di pace interiore.
Imparare a calmare le emozioni e acquietare la mente sono tra i primi passi da fare se vogliamo
coltivare la pace interiore. A questo fine il programma Educazione ai Valori Umani Sathya Sai
introduce l’ausilio della tecnica del ‘silent sitting’ (sedersi in silenzio) che ne facilita il processo.
All’inizio il fanciullo farà fatica a stare fermo e la sua mente verrà catturata dal chiacchericcio
interno ma col tempo riuscirà a fermarsi per alcuni minuti e raggiungerà un buon stato di
rilassamento e quiete interiore. Se il ‘silent sitting’ si pratica con regolarità, in un’atmosfera
tranquilla, aiutata dalla luce soffusa di una candela, l’esercizio diverrà un momento amato dagli
alunni che faranno tesoro dei sentimenti positivi che apporta, riconoscendone i benefici. Silent
sitting calma le tendenze di comportamento impulsivo e disattento, migliora la concentrazione e la
memoria, e rafforza valori quali la pazienza, il distacco e la fiducia in se stessi.
Quando le nostre menti tacciono, le nostre emozioni si trovano in uno stato di equilibrio; quando
ogni conflitto interiore è stato vinto, i nostri desideri sono sotto controllo, ci invade uno senso di
soddisfazione e contentezza, promuovendo armonia e un sentimento di profonda gratitudine.
Spostandosi nel silenzio verso una regione più sottile e intuitiva, ci risvegliamo all’intuito divenendo
capaci di riceverlo e di esprimerlo.
La tecnica del ‘Silent sitting’ rivela un enorme potenziale di ‘auto-amore’ e auto-stima. Quando i
bambini danno priorità al proprio valore interiore, crescono nel rispetto di sé, e rafforzano qualità
quali la dignità, l’integrità, coltivando un senso di dedizione verso la pratica dei valori umani.
Silent sitting può essere utilizzata per pochi minuti all’inizio e alla chiusura della giornata di scuola,
o alla chiusura di una sessione di studio. La pace si manifesta nell’azione quando si agisce in
accordo con il cuore, e la voce del cuore si può udire solo nel silenzio.
Quando c’è pace nell’individuo,
ci sarà pace nella famiglia.
Quando c’è pace nella famiglia,
ci sarà pace nella comunità.
Quando c’è pace nella comunità,
ci sarà pace nella nazione.
Quando c’è pace nella nazione,
ci sarà pace nel mondo.
12
I CINQUE VALORI UMANI: L’AMORE
Insegni l’amore ai bambini solo attraverso l’amore.
L’amore è come un sole radiante che manda i suoi raggi in ogni direzione, nutrendo e vivificando
con il suo calore e la sua luce. È la corrente che sottostà a tutti gli altri valori. I bambini imparano a
riconoscere l’amore quando sono esposti a maniere gentili e parole dolci. Si manifesta a vari livelli
in forma di amore dei genitori per i propri figli, affetto tra marito e moglie, tenerezza per i membri di
famiglia e amici, devozione alla madre patria, apprezzamento per la natura, anelito per il Divino.
Sebbene l’amore si esprime attraverso il sentimento, è in verità un’energia. Fluisce, unisce,
guarisce e trasforma, e quando è puro è costante e non cambia mai. È a questo livello che l’amore
raggiunge la sua massima espressione, toccando la verità più alta e la bontà più pura. Ideali a cui
tutti possono aspirare. Dove esiste l’amore non vi è egoismo e la gioia trabocca.
Grazie al curriculum dell’Educazione Sathya Sai ai Valori Umani, gli alunni esplorano il senso del
valore dell’amore e i suoi vari significati. Il racconto di storie, affermazioni e pensieri positivi, l’uso
della citazione, il canto di gruppo e l’attività di gruppo, sono tutte modalità per narrare la favola
dell’amore. È facile per bambini capire che quando nutri dei pensieri buoni e positivi, il cuore si
riempie di gioia e il viso s’illumina di felicità. È facile per loro riconoscere i vari aspetti positivi
dell’amore. Essi ‘sanno’ implicitamente che l’amore risiede in fondo al proprio essere e capiscono
che è giusto chiedere consiglio e guida al proprio cuore, prima di permettere ad un pensiero di
trasformarsi in azione. Crescere accompagnati da una pedagogia valoriale con l’accento
sull’amore sviluppa in loro una profonda comprensione di virtù quali umiltà, premurosità, e
gentilezza.
Il vero amore è senza interesse, e i bambini sanno anche questo e ne riconoscono la forza. È il
solo potere capace di conquistare e trasformare i più terribili nemici che l’essere umano conosca:
l’ego, la rabbia, l’avidità, l’invidia, l’orgoglio, l’attaccamento e la paura. Coltiva la sollecitudine e
l’attenzione per gli altri, la tolleranza, la comprensione, il perdono, l’apertura e la fiducia.
Quando i bambini comprendono che l’amore non ha preferenze e che la stessa energia d’amore
risiede in ogni essere, intuiscono che è anche il fulcro di tutti i valori. È grazie all’amore che
apprezzano la ricchezza della diversità e il lavoro di gruppo, che imparano a condividere ciò che
hanno e a darsi una mano ogni volta che l’occasione si presenta. Il valore dell’Amore accompagna
i bambini verso la soglia di una nuova prospettiva, vedono il mondo come una grande famiglia, e
colgono l’interconnessione di tutto il Creato; l’Amore che muove ‘la luna e le stelle’...
Quando l’amore si esprime nell’azione, diventa retta azione.
Quando l’amore si esprime in pensiero, diventa la Verità.
Quando l’amore si esprime nel sentimento, diventa pace.
Quando l’amore si esprime nella comprensione, diventa non violenza.
13
I CINQUE VALORI UMANI – LA NON VIOLENZA
“Oggi l’umanità è in declino perché la vita manca di equilibrio. Se promuoviamo i Valori Umani
saremo in grado di mantenere la giusta armonia nella vita.”
Quando si segue la verità interiore le nostre azioni sono buone, c’è unità tra pensiero, parola e
azione e uno stato di pace e contentezza prevalgono nell’individuo. Questo stato d’animo si
estende verso la propria famiglia permeandola con sentimenti di comprensione e amore, gli stessi
sentimenti sono espressi e condivisi con la comunità, la nazione, il mondo. Non violenza è lo zenit
dei conseguimenti umani, la cui pratica ultima e perfetta e l’unità di “testa, cuore e mani”. Può
essere visto a tre livelli, il personale, il sociale e l’universale.
Quando si parla di non violenza personale pensiamo alla cura della salute e del benessere proprio
e altrui.
In termini sociali vuol dire abbracciare ogni aspetto della vita con buona disposizione d’animo e
compassione. Comporta l’attitudine di scegliere una buona compagnia e di evitare la tendenza alla
critica, nonché l’uso di parole poco gentili e inappropriate.
La Non violenza visto da una prospettiva universale promuove sentimenti di fratellanza, e profonda
riverenza per ogni forma di vita nonché il pianeta stesso, favorendo la comprensione di unità nella
diversità.
Il valore della Non violenza è compreso facilmente dai bambini quando lo si associa a non ferire
piante, animali o sentimenti altrui, e quando viene proposta in correlazione a quello che è contrario
all’amore: aggressività, conflitto, guerra... Essi apprendono velocemente che essere non violenti
non vuol dire solo astenere dalla violenza fisica, ma anche nel non violare le leggi umane e naturali
o causare dolore con uno sguardo, una parola o un gesto.
Crescere nel rispetto della Non violenza infonde un senso di moralità e uguaglianza, e promuove i
retti rapporti umani, l’apprezzamento di tutte le culture e fedi religiose, la coscienza ecologica. È
un’espressione di amore universale che promuove l’unità tra le persone, e un senso di fratellanza
e identità comune. Scaturisce da un profondo sentimento di unità interiore e rappresenta perciò
l’aspetto spirituale dell’essere umano. È questo aspetto che ispira e promuove:
1. il sentimento di meraviglia e stupore per l’universo;
2. il desiderio di migliorare la qualità di vita di ciascuno;
3. il sentimento di unità con il pianeta e di amore verso tutto ciò che ne fa parte;
4. la consapevolezza di un ordine sottostante alla creazione;
5. l’amore e il rispetto per la famiglia umana.
Le attività di gruppo proposte dal programma SSEHV
offrono delle ampie opportunità di praticare e
apprendere i valori umani in modo esperienziale.
Lavorare insieme, imparando a trovare soluzioni di
gruppo e armonizzare le differenze, fa sì che i valori
umani vengono messi in primo piano.
14
UN PARTNERSHIP TRIPLO
IL BAMBINO
I bambini sono generalmente buoni di natura e desiderosi di fare il loro dovere e avanzare negli
studi. Una causa della loro distrazione (waywardness) e occasione mancanza di disciplina si trova
tra gli adulti che sono per loro un cattivo esempio di verità e auto-controllo. — Sri Sathya Sai Baba
I bambini che crescono nel mondo di oggi sono esposti ad innumerevoli stimoli e influenze esterne.
Non solo gli insegnanti e i genitori hanno un effetto sui bambini ma anche l’ambiente, includendo la
televisione, i films, i video, ecc. Allo stesso tempo la maggiorparte degli studenti si trova sotto
tremenda pressione per ‘farcela’ e passare gli esami. L’educazione che non sottolinea l’importanza
dello sviluppo del carattere o non si orienta ad una educazione ai valori (i.e. Umani – patrimonio
dell’essere umano ed eredità di ogni cultura e tradizione) depriva i bambini dei mezzi per imparare
a confrontarsi con loro stessi e con il mondo circostante, indicandoli nel contempo una scala di
valori e priorità affatto veritieri. I bambini normalmente imparano che avere ‘successo nella vita’
vuol dire ottenere un buon lavoro, ben stipendiato, piuttosto che lavorare per il miglioramento
sociale e, in senso lato, del mondo stesso.
L’INSEGNANTE
L’insegnante ha il ruolo maggiore nella formazione del futuro del paese. Di tutte le professioni il
lavoro dell’insegnante è il più nobile, il più difficile e il più importante. — Sri Sathya Sai Baba
Buoni insegnanti sono coloro che hanno realizzato il valore e l’importanza della propria professione
e considerano i bambini loro allievi alla stregua dei loro stessi figli. Per essere in grado di
trasmettere dei buoni valori gli insegnanti devono esserne un esempio e praticare ciò che
insegnano. L’enfasi da porre su questo fatto non sarà mai abbastanza. Un insegnante che è
gentile e amabile, che mostra pazienza ed è pieno di umiltà avrà un ruolo vitale nello sviluppo del
carattere dei suoi studenti.
Se un insegnante mostra dedizione e purezza, migliaia di bambini faranno un balzo di qualità e il
proprio paese potrà solo avere un guadagno nell’accogliere uomini e donne di carattere.
I GENITORI
L’influenza dei genitori sulla mente dei propri figli è fondamentale. È, infatti, l’influenza primaria e
predominante per la personalità e le dinamiche comportamentali del bambino. — Sri Sathya Sai
Baba
I primi anni della vita di un bambino sono essenziali per lo sviluppo di un buon carattere. Il ruolo
dei genitori è quindi vitale in quanto sono essi i primi insegnanti dei loro figli. I genitori hanno la
responsabilità di essere dei buoni modelli, che vuol dire che devono praticare ciò che desiderano
far apprendere ai loro figli.
Se genitori e figli indicano la strada dando il buon esempio, gli studenti fioriranno automaticamente
in modelli di ‘eccellenza’; il risultato sarà che tutta la nazione ne trarrà profitto.
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IL FONDATORE
“Come due ali sono indispensabili a un uccello per volare alto nel cielo e due ruote a un carro per
muoversi, così i due tipi di educazione sono necessari all’uomo per raggiungere la meta della vita.
L’educazione spirituale serve per la vita, mentre l’educazione mondana per guadagnarsi da vivere.
Solo quando l’uomo è dotato di questi due aspetti educativi può meritarsi il rispetto e la
venerazione della società”.
Il programma Educativo ai Valori Umani Sathya Sai trae la propria origine dagli insegnamenti
morali e spirituali di Sathya Sai Baba, (1926- 2011), rinomato educatore dell’India contemporanea,
riverito a livello internazionale per le straordinarie realizzazioni sociali nei campi di sociocare,
educare e medicare, nonché come maestro mundi. Fu rettore della Università Sri Sathya Sai
Institute of Higher Learning di Prashanti Nilayam, nello Stato dell’Andhra Pradesh, India, per oltre
sessant’anni, durante il quale periodo fondò scuole, collegi e università in diversi stati dell’India,
caratterizzati dal binomio di eccellenza accademica e l’alto standard di educazione etica e morale.
Autore di libri e centinaia di discorsi, Sathya Sai Baba diceva che “La buona educazione è quella
che insegna come ottenere la pace del mondo; come distruggere la ristrettezza mentale e
promuovere l’unità, l’eguaglianza e la coesistenza pacifica fra gli esseri umani.”
Promuovere una più profonda comprensione della base comune di ogni religione e dei valori da
esse condivisi è stato per decenni un caposaldo dell’educazione Sathya Sai. Egli asseriva che i
valori universali di verità, retta azione, pace, amore e non violenza non appartengono a nessuna
religione in particolare ma sono il respiro vitale stesso dell’uomo, e che in loro assenza la vita
perde di significato, senso e valore.
Intendendo un alto grado di integrità in cui ogni pensiero, parola e azione sono unificati e allineati
alla coscienza, Sathya Sai Baba:
 enfatizzava l’importanza del carattere – che, nelle sue parole, costituisce il ‘fine
dell’educazione’, e
 si rifece al poeta Tennyson4 dicendo che il rispetto di sé, la conoscenza di sé, e il controllo
di sé sono tra gli obiettivi principali di una vita retta, fondamento della salute e del
benessere dell’umanità.
Il programma di ’Educazione ai Valori Umani Sathya Sai’, conosciuto anche come “Educare”, è
stato elaborato con la consapevolezza che un processo di educazione a tutto tondo implica la
trasmissione della conoscenza perfezionata dalle virtù umane. Afferma che la pratica della virtù
può essere sollecitata con ottimi risultati quando l’insegnamento è permeato dai valori e
completato da un programma ‘tetto ai desideri’.
“Che cos’è la cultura? Voi pensate che sia uno stile di vita. No. La cultura è ciò che trasforma la
vita in una vita ideale.”
1. La citazione esatta dice: “Riverenza del Sé, Conoscenza del Sé, Controllo del Sé – solo questi tre conducano l’uomo
al potere sovrano.“ (31 dicembre 1984).
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IN SINTESI
“Il fine della saggezza è la libertà. Il fine dalla cultura è la perfezione.
Il fine della conoscenza è l’amore. Il fine dell’educazione è il carattere”.
È tendenza comune osservare lo scorrere dell’esistenza alla stessa stregua che si osserva
l’andare e il venire delle onde del mare, intrattenuti e talvolta divertiti dal loro movimento,
dimentichi che a pochi metri di profondità c’è un’enorme porzione di vita ancora tutta da esplorare.
Alcuni fortunati passanti scelgono di tentare la propria fortuna e di tuffarsi nel profondo dei suoi
misteri per assicurarsi gli invisibili tesori della vita celati ai nostri occhi come delle preziose perle
nascoste sul fondale. È in questa luce che il programma ai Valori Umani Sathya Sai vorrebbe
innescare lo spirito d’indagine nell’alunno, motivandolo ed incoraggiandolo ad intraprendere il
viaggio della vita con fiducia e coraggio. Imparare che esiste un punto centrale dentro di sé,
scrigno di risorse interiori e immensi valori, offre ai ragazzi che hanno partecipato al percorso
SSEHV, un punto di riferimento costante e sicuro a cui rivolgersi in ogni momento per trovare
risposte e ispirazione. Il seme di una più completa comprensione di sé, e di una maggiore
consapevolezza spirituale è stato piantato.
Il messaggio che si vuole dare a genitori, insegnanti ed educatori è che non devono accontentarsi
di buoni risultati nello studio, e dell’apprendimento di conoscenza e abilità. Devono impegnarsi nell’
individuare un sistema educativo capace di sviluppare il meglio che vi è in ogni bambino, affinché
figli e alunni realizzano il loro pieno potenziale. Una scelta che dovrebbe scaturire dal fatto che
imparare per il bene della conoscenza stessa, studiare in modo da conoscere i segreti della Natura
e della vita, educarsi per poter crescere nella consapevolezza, disciplinarsi per poter essere
‘Maestri di se stessi’, per superare i propri limiti, le proprie incapacità e ignoranza, per prepararsi
ad avanzare nella vita verso una meta più nobile e più vasta, più generosa e più vera,... non è una
utopia.” - La Madre, Educazione parte I - 1989
La flessibilità del programma e l’universalità dei valori umani di Verità, Retta Azione, Pace, Amore
e Non violenza, lo rendono compatibile a tutte le culture. I suoi obiettivi sono olistici ed integrali.
Non solo eleva lo sviluppo della personalità umana chiudendo il cerchio dell’investigazione
esteriore con l’indagine interiore, ma promuove la cooperazione tra persone, l’unità e la pace nel
mondo.
Il programma ai Valori Umani Sathya Sai può essere applicato sia direttamente, adottando un
curriculum valoriale, sia indirettamente, integrando una messa a fuoco valoriale nel curriculum
ministeriale. Inoltre, può essere fonte di ispirazione per un numero infinito di attività co-curricolari.
Insegnanti e i genitori insieme, formati in SSEHV, hanno in mano la chiave della sua efficacia. Il
loro impegno di praticare i valori nelle loro vite, e rispettarli in pensiero, parola e azione, sarà
garante dell’impatto che avrà sui fanciulli, che imiteranno l’esempio ricevuto.
Il programma ai Valori Umani Sathya Sai :
- Invita i bambini ad osservare (WATCH) le proprie parole, (Words), azioni (Actions),
pensieri (Thoughts), carattere (Character) e cuore (heart);
- Promuove la fiducia nel proprio Sé più profondo, i.e. nella Vita;
- Enfatizza che l’educazione è per la vita e non solo per guadagnarsi da vivere, e
- Asserisce che vi è un potenziale di eccellenza umana in ogni bambino
“Spesso, senza rendersene conto, il mondo ha un desiderio, spesso inespresso, per un ideale e
per dei valori che definiremo ‘morali’. È pertanto il nobile compito dell’educazione incoraggiare
ciascun individuo, di agire in accordo con le proprie tradizioni e convinzioni e in pieno rispetto al
pluralismo, di innalzare le proprie menti e spirito al piano dell’universale e, entro una certa misura,
di trascendere loro stessi. Non è affatto una esagerazione della parte della Commissione se
vogliamo aggiungere che la sopravvivenza dell’umanità dipende da questo.” Jacques Delors
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CONCLUSIONI
SSEHV è un programma educativo aconfessionale, compatibile con ogni cultura, e credo religioso.
La sua essenza è universale, e può essere paragonata ad un piccolo seme: quando piantato in
suolo locale questo seme germoglia e cresce, sbocciando in armonia con l’ambiente, la cultura e
le tradizioni autoctone. Il programma ai Valori Umani Sathya Sai è adattabile ad ogni piano di
educazione ministeriale e si offre quale punto d’incontro per le varie tendenze di educazione
valoriale che oggi vengono proposte. Sostiene inoltre, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
adottata dalle Nazioni Unite (Art. 26 – Dicembre 10, 1948), che dice:
“L’Educazione sarà diretta al perseguimento del pieno sviluppo della personalità umana e a
rafforzare il senso del rispetto per i diritti umani e la libertà fondamentale di ognuno. Promuoverà la
comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra ogni nazione, razza o credo religioso, e, quindi, le
attività delle Nazioni Unite rivolte al mantenimento della pace”.




Perché alcune “predizioni” di Sai Baba non sembrerebbero essere compiute?


Sai Baba ha sempre parlato apertamente su qualsiasi punto (sia spirituale che mondano). Ha sempre cercato di infondere dei messaggi in ogni Sua parola o gesto, dimostrando la Sua totale Onniscenza Divina. Tuttavia ci sono due predizioni (occulte) che se non accuratamente studiate, sembrerebbero non essersi avverate.

Tra queste, la data della sua morte e la malattia finale che ha subito il suo corpo fisico.

Ovviamente non possiamo con sicurezza (ne abbiamo la presunzione) di pretendere di aver capito i motivi e le parole che spingono un Avatar a dare dei messaggi occultati, possiamo però dare un personale parere a riguardo.

Escludendo a priori un eventuale errore nella previsione, in quanto Egli non ha mai sbagliato nulla, dimostrando la Sua Onniscenza in tutta la sua vita, dobbiamo ricercare un errore nella nostra lettura, nell’ aver male interpretato le Sue parole.

Chiunque abbia un po di buon senso capisce fin da subito che anche un qualsiasi ciarlatano, non avrebbe avuto né motivi ne alcun senso ad andare a predire la data della morte, solo per correre il pericolo di un probabile ed alquanto facile errore, infatti chi potrebbe mai predire quando possa arrivare l’inesorabile momento che può arrivare in ogni momento?

Ne tantomeno si può pensare che Dio, l’Onniscente possa aver cambiato idea. Egli infatti è l’idea stessa, il Creatore, ha un preciso scopo e non avendo ego, non ha una mente che può cambiare idea e progetti. Questi sono errori imputabili solo ad essere umani.

Quindi eliminando anche questa ipotesi, possiamo solo concludere che vi è un messaggio da interpretare nelle Sue parole, magari anche un insegnamento celato ai molti, ma che con dedizione e fede può essere capito.

La teoria più logica ed estremamente probabile è che la misurazione del tempo sia stata applicata secondo il Calendario Lunare siderale (Vedico), infatti nei periodi remoti dei Veda, il tempo veniva scandito dalla luna e le sue stelle. Questo calendario astrologico era usato da tutti i Saggi antichi. Ogni mese contava solo 27 giorni. Se calcoliamo i 27 giorni di un mese e li moltiplichiamo per i 12 mesi (che formano un anno), scopriamo che un anno lunare vedico è composto da 324 giorni.

Ora la Sua profezia sosteneva che Egli avrebbe lasciato il corpo all’età di 96 anni, quindi usando il calcolo

27 (giorni) x 12(mesi) = 324 (anno).

324 (1 anno) x 96 (anni della profezia) = 31.104 giorni lunari vedici

Questi 31.104 giorni bisogna convertirli in anni gregoriani (la misura del tempo dei nostri tempi) cosi dividendoli avremo esattamente l’età in cui Sai Baba ha lasciato il suo corpo!

31.104 (giorni lunari siderali) : 365 (1 Anno gregoriano) = 85 anni (Calendario Gregoriano).

Da questa valida teoria viene svelato l’arcano della Sua predizione, presumendo addirittura che Egli abbia di proposito “ deviato” i suoi devot, per motivi abbastanza ovvi, come la sofferenza che ne sarebbe derivata dal conoscere l’esatto momento della Sua morte, la disperazione di quegli attimi e l’enorme folla ( centinaia di milioni ) che ne sarebbe scaturita nel suo ashram.

Da sola questa ipotesi potrebbe far nutrire qualche dubbio ai più meticolosi o non devoti, ma ad avvalorare questa teoria vi sono numerose testimonianze ed episodi che rafforzano l’idea del calendario lunare.

  1. In un Discorso del 1960 (tratto dal Volume Sathya Sai Speak Vol 1 pag 157) Sai Baba sostiene che rimarrà in questo corpo ancora per 59 anni circa, il che porterebbe a pensare al superficiale lettore, ad una morte a 93 anni! (calendario gregoriano) e addirittura 97 anni (calendario lunare vedico)! Ma quello che sembrerebbe un banale errore che addirittura contraddirebbe anche l’affermazione dei 96 anni, si rivela un esatta predizione se adottiamo il giusto metodo e modo di analizzare queste parole occulte. Se infatti contiamo gli anni previsti per la sua dipartita in anni lunari e li convertiamo ancora una volta in gregoriani otteniamo : 59 (anni lunari siderali) in 52 anni (gregoriani) , così sommando l’età dell’epoca di Sai Baba (33 anni) + i 52 (anni gregoriani) abbiamo ancora una volta l’eta esatta: 85 anni!!!
  2. In un altro discorso del 21 Ottobre 1961 Sai Baba rafforza la teoria rassicurando si Suoi devoti con queste parole: “Sarò in questo corpo ancora per 58 anni, ve lo assicuro”, anche qui con il medesimo calcolo sopra riportato abbiamo l’esatta età di 85 anni. ( 58 anni lunari diventano 51 anni gregoriani, che sommandoli ai 34 anni che aveva ci portano ad 85 anni)

È Importante notare come in molte predizioni anche di altri grandi Esseri celino un significato occulto, un enigma che solo un attento esame può rivelare.

Anche nella precedente incarnazione, ai tempi di Shirdi, Egli profetizzò il Suo ritorno (come Sathya Sai) al devoto Dixit dicendo che sarebbe tornato dopo 8 anni (1918-1926) parlando in anni gregoriani) mentre ad Abdul Baba (un altro devoto) rivelò che sarebbe tornato dopo 7 anni! Queste due affermazioni, dice Sathya Sai Baba, in un discorso del 23 Ottobre 1961 (Sathya Sai Speaks vol II) sono entrambe esatte, infatti Shirdi intendeva (sempre usando un enigma) la Sua reincarnazione in un corpo sulla terra che infatti avvenne 7 anni dopo (contando che nel periodo di gestazione Egli aveva già assunto un corpo – Ottobre 1918 – Febbraio 1926) .

In altri libri scritti da vari devoti, troviamo altre previsioni, altre date discordanti tra loro, ma non solo sulla presunta data di morte, ma anche su altri punti e ciò ci può far pensare ad errori di comprensione da parte degli scrittori, o in alcuni casi di una trascrizione non di prima mano, ma presa da racconti o testimonianze di altre persone, il chè non sarebbe una novità se qualche devoto o pseudo devoto avesse dato risposte nate da vanterie o bufale. Ecco perché cerchiamo sempre di attenerci ai discorsi ufficiali detti da Lui e non da terze parti.

Un'altra ipotesi altrettanto interessante che ci fa capire la scherzosa caratteristica dell’Avatar che in molti casi non tiene caso al tempo o allo spazio trattandoli come parametri non reali di misura, la troviamo nel racconto di John Hislop, quando Swami disse di pubblicare il famoso libro “Il mio Baba ed Io” dopo 10 anni, per poi chiamarlo un anno dopo sostenendo che i 10 anni fossero passati!

D’altronde il tempo esiste solo per l’uomo, Dio lo trascende, quindi è facile pensare che ci possano essere vari significati nelle parole di Baba, un po come quando durante i Darshan, ai devoti che chiedevano le interview, Lui rispondeva con tono dolce e rassicurante “Domani”, ma quale domani intendesse l’Avatar non ci era dato a sapere, siamo certi però che un domani tutti dovremo incontrare e realizzare la nostra interview con Il Divino che è in noi.

La seconda ed ultima predizione che per alcuni devoti è stata poco chiara, riguarda lo stato di salute che negli ultimi cinque anni di vita del Swami si è deteriorata (restando su una sedia a rotelle). Egli infatti aveva più volte affermato che la malattia non può colpire Dio e che sarebbe stato in salute fino alla fine.

Approfondendo la questione e ricordando le infinite guarigioni che Sai Baba ha fatto a tantissimi devoti nonché a se stesso (quando prendeva su di se la malattia dei devoti) possiamo trarre due conclusioni.

  1. Una persona che vive per 80 anni sempre in perfetta salute ed energia, avere un peggioramento solo negli ultimi 5 anni (come a preparare il corpo alla dipartita finale) può essere davvero considerato essere in salute fino alla fine.
  2. La cosa più sicura è certa. Dietro questo avvenimento si cela un profondo e fantastico dono ed insegnamento. Non attaccarsi troppo ad una forma fisica che ben presto sarebbe scomparsa. Inoltre l’essenza in quasi tutti i suoi discorsi di Baba è sempre stata di non confondere il corpo con il Sé, cosi ha dato ai Suoi devoti, un modo dolce per prepararli al distacco di quella forma radiosa e piena di energia.

D’altronde questo “messaggio” finale è stato messo in atto da tutti i più grandi Esseri scesi sulla terra per aiutare l’uomo.

Il Buddha ad esempio, morì per aver mangiato un pezzo di carne datogli da una donna malvagia, come ad insegnare che anche un essere Puro ed Illuminato come Lui, potesse essere distrutto dal vizio di uccidere altre creature per la soddisfazione dell’ego.

Gesù Cristo decise di morire sulla croce come l’ultimo dei ladroni, avrebbe tranquillamente potuto liberarsi o come Egli stesso affermò , chiamare tutta un intera legione di Angeli che sarebbero accorsi ad aiutarlo, Ma Egli volle insegnare il sacrificio. Il Sacrificare l’ego per il bene dell’umanità. Che grande Insegnamento!

Ramana Maharshi, Santo realizzato in vita, morì a causa di un tumore che non volle mai farsi curare, nonostante l’insistenza dei devoti, per dimostrare di non identificarsi con il corpo.

Ramakrishna Paramhansa, anch’egli realizzato in vita, morì per un tumore alla gola e disse ai suoi discepoli che intendevano curarlo “ Secondo voi, non potrei tranquillamente guarirmi io, come ho fatto parecchie volte ad altri? Ma io non sono questo corpo perituro e temporaneo, io Sono il Sé Eterno ed immortale. Accettare le vostre cure sarebbe come dare un errato insegnamento d’identificazione a tutti i miei devoti.

Sappiamo benissimo, tramite documenti etc.. come Sai Baba abbia guarito, resuscitato innumerevoli volte, quindi non ci resta che pensare che nel finire della Sua vita, abbia voluto ancora una volta, lasciare a tutti il Suo meraviglioso Insegnamento.

Addirittura possiamo stabilire con molta sicurezza che Egli era addirittura consapevole di ogni cosa.

  1. Il giorno del Suo ultimo compleanno, Swami ordinò per la prima volta dopo 85 anni, di non togliere più le fascie ed i festoni dei festeggiamenti, ordinò di lasciare le “pareti mobili” improvvisate per l’evento, che invece aveva sempre fatto togliere dopo ogni compleanno.
  2. Un'altra esperienza viene raccontata dall’uomo che quotidianamente portava Swami con la sedia a rotelle: Sempre nel giorno del suo Ultimo compleanno, venne ancora più gente del previsto a festeggiare il grande evento, come se da cuore a cuore, ci fosse stata una comunicazione invisibile del suo ultimo compleanno. Vennero tantissimi devoti, alti funzionari di stato etc…, cosi Swami guardando il suo aiutante, chiese in modo confuso, il perché di tutta quella gente e chiese cosa si stesse festeggiando. Il ragazzo, conoscendo i frequenti e bizzarri scherzi di Swami stesse al gioco e spiegò che era il giorno del suo compleanno e che come poteva vedere attorno a se, era tutto pieno di festoni con la scritta del Suo 85esimo Compleanno, allora Sai Baba guardò nuovamente il ragazzo e disse serenamente che il numero degli anni era sbagliato, in quanto oggi era il suo 96 Compleanno! Purtroppo o per fortuna, il devoto non diede peso all’affermazione in quanto Swami era solito giocare e scherzare con i propri devoti.
  3. Un terzo episodio che rafforza l’idea di un progetto ben saputo dal suo organizzatore che la data della dipartita sarebbe avvenuta presto ( e non nel 2022) lo ritroviamo nel discorso fatto dallo stesso Sai Baba il 07 Giugno 2007. Infatti in quest’occasione Swami preannunciava che il suo elefante Gita, avesse voluto morire in quel periodo perché sapeva che Sai Baba avrebbe lasciato presto il corpo e non sarebbe potuta sopravvivere a tale dolore. Ovviamente la frase “che Baba avrebbe lasciato presto il corpo” anche qui fu presa in maniera leggera (dato la previsione errata dei 96 anni gregoriani) ma ragionando adesso, possiamo capire che nel 2007, dire che presto avrebbe lasciato il corpo non poteva intendere i 14 anni che mancavano, ma un tempo assai minore.
  4. Un altro episodio singolare avvenne durante il Suo ultimo discorso, Sai Baba stava in silenzio, aveva tutta l’aria di chi non volesse parlare assolutamente, ma i devoti lo pregarono più volte di proferire anche poche parole ma senza nessun risultato. Dopo svariate supppliche Sai Baba si avvicinò al microfono e disse che il tempo di parlare era giunto al termine, da adesso in poi i devoti avrebbero dovuto mettere in pratica i Suoi insegnamenti che per una vita aveva predicato.
  5. Infine l’esperienza più significativa la ritroviamo il 28 Marzo 2011, a meno di un mese dalla Sua morte. Dopo aver dato il suo ultimo Darshan terreno, Sai Baba conclude l’incontro giungendo le mani in segno di Namaskara come a volersi congedare con tutti i suoi devoti. Swami in tutta la sua vita non aveva mai fatto quel gesto, nei suoi ultra ottantanni terreni aveva sempre usato vari modi come benedizioni etc.. ma in quell’occasione Egli salutò la folla radunata come a volersi congedare per sempre con il corpo di Sathya Sai Baba. Infatti il Namaskara è un saluto tipico usato comunemente in oriente, sia quando ci si incontra che quando ci si lascia.

Tutti questi episodi noti possono far capire come la Sua dipartita non fosse assolutamente inaspettata ma anzi avesse dato più di un segnale all’attento devoto.




Cosa sono i Guna?


Prakriti (Natura), cioè questa creazione (compreso ovviamente il corpo umano) è la somma di attributi o caratteristiche; I Guna, le tre qualità, vale a dire Tamas, inerzia ed illusione – Rajas, attività e sofferenza – Sattva, purezza e gioia, sono gli attributi di Prakriti.

La Natura non è altro che la permutazione e la combinazione di questi tre guna, lo stesso vale per i due attributi di agente e fruitore.

Il Jivi, il Sé individuale, quando è in contatto e s’identifica con il corpo immagina di fare esperienza del dolore e della gioia che sono le conseguenze dei tre guna. Il Purusha o Sé Eterno non ha nessun reale rapporto con essi. È soltanto il Testimone.

Sono i suoi attributi che fanno assumere a Prakriti molteplici forme. Riflettendo su questo punto, l’intero problema diverrà chiaro: L’uomo ora è felice, ora è disperato, ora ha paura, ora ha coraggio. Perché? Perché è forgiato cosi dai Guna. I Guna soltanto possono trasformare l’uomo da una condizione ad un'altra. Se i tre guna, sattva, rajas e tamas fossero in perfetto equilibrio, non vi sarebbe alcun cambiamento nell’uomo. Ma questo è impossibile, poiché lo squilibrio c’è sempre.

Quando uno dei tre attributi è presente e gli altri sono latenti, Prakriti fa assumere all’uomo ruoli diversi.

Il corpo, come abbiamo già detto, è Prakriti, ma lo sono anche Manas (la mente) e buddhi (intelletto); perciò anch’essi mutano secondo la prevalenza o carenza di uno dei tre guna.

La Mente, quindi, possiede tre guna: Sattva (luce, beatitudine,bontà), rajas (passione, movimento) e tamas (inerzia, oscurità).

Nella mente vi sono tre vritti (qualità) corrispondenti ai tre guna.

1)Shanta Vritti : La pace, l’equilibrio, armonia e bilanciamento essa è emanata dal Sattva Guna

2)Ghora Vritti: collera, movimento emanato dal Rajo Guna

3) Mudha Vritti: Indolenza, negligenza e sonnolenza emanato dal Tamo Guna.

Sattva, Rajas, Tamas sono le tre "qualità costitutive" della natura, i suoi attributi.

Essi vengono definiti come gli attributi primordiali della sostanza-Prakriti, ovvero come i princìpi qualitativi della sostanza universale.

Nel Vedanta, che conserva tale significato, i Guna rappresentano altresì gli attributi dell'Essere Qualificato (Îshvara o Brahman saguna), dalla cui commistione traggono origine gli elementi sottili e, quindi, quelli grossolani. I Guna sono perciò alla base della manifestazione, sia nel piano orizzontale degli "effetti" sia nella gerarchia verticale delle cause, per cui si possono ravvisare tanto nella fenomenologia - individuale e universale - grossolana e sottile, quanto in relazione ai piani dell'esistenza.

  1. Sattvaguna è lo stato originale di equilibrio che sottostà tanto al movimento (rajoguna), quanto alla quiete inerziale (tamoguna).
  2. Rajoguna è la qualità di rajas, ossia di ciò che è attivo.
  3. Tamoguna è la qualità di tamas, genericamente la qualità oscurante o passiva di un ente, la sua inerzialità.

La qualità sattvica (Sattvo Guna) è inequivocabilmente unita a caratteri quali splendore, saggezza, gioia, pace, fratellanza, senso di unità con tutti, fiducia, santità, purezza. Chi è saturo di Sattva, può visualizzare l’immagine del Sé interiore.

Questa qualità diviene impura, quando viene “inquinata” da quella rajasica e tamasica; allora costituisce la causa dell’ignoranza e dell’illusione : questa è la ragione dell’asservimento dell’uomo.

La qualità Rajasica genera l’illusione dell’esistenza di qualcosa che non esiste, allarga e approfondisce i contatti dei sensi con il mondo esterno, crea gli affetti e gli attaccamenti, e cosi, per mezzo della coppia di spinte (piacere-dolore) fa si che l’uomo si immerga sempre più nell’attività. Dalle attività poi vengono i mali come la rabbia, passione, cupidigia, orgoglio , odio, presunzione, furbizia etc..

La qualità Tamasica invece, accieca la vista, diminuisce l’intelletto, aumenta la pigrizia, il sonno, l’ottusità. Porta l’uomo fuori dalla giusta Via e lo allontana dalla meta; per suo effetto, fa si che cio che si vede non si veda!

Chi è immerso in tamas non riesce neppure a tra profitto dalle sue esperienze attuali ed effettive. Tamas può sviare anche grandi studiosi, perché il sapere non porta con se necessariamente forza morale. Anche grandi teologi, presi dai tentacoli di Tamas arrivano a conclusioni sbagliate ed i Saggi vengono presi da dubbi e timori, abbandonandosi a piaceri sensuali che rovinano il loro progresso spirituale. Essa confonde il Vero con il Falso ed il falso con il Vero. Queste sono le astuzie di Tamas.

Questo potere “di sovrapposizione dell’illusione” che possiede Maya (i tre guna) nasconde all’anima del soggetto la sua Universalità, la sua Reale natura di Essere-Consapevolezza-Beatitudine. Tutto il creato con la sua molteplicità nasce dall’attribuzione della molteplicità laddove c’è solo L’Uno.

Quando tutta questa evoluzione è riassorbita con il processo dell’involuzione (Pralaya) le tre qualità (sattva-Tamas e Rajas) si ritrovano in perfetto equilibrio, bilanciate.

Questo è lo stato chiamato Guna Samyavastha. Allora, per effetto della Volontà della Persona Suprema o Ishvara, l’equilibrio è perturbato e cominciano le attività, che portano a conseguenze, causa di ulteriori attività. In altre parole il Mondo ha origine, si sviluppa e si dispiega.. Questo è lo stato di squilibrio chiamato Vaishamya. Cosi dal sottile interiore, inconscio e subconscio, fino al corpo esteriore, grossolano e fisico, tutto è dovuto a Maya.

Nell'ordine gerarchico della manifestazione, sattva corrisponde al piano causale, rajas al piano sottile e tamas al piano grossolano.

L'Atman, l'Assoluto Informale, riflesso da un mezzo sattvico, puro, sereno, si rivela come ishvara, Dio. Quando è rivelato da un mezzo ragiasico, attivo, passionale, è il jivi, la persona individualizzata. Se si rivela attraverso un mezzo tamasico (ottuso, inerte), è la materia. Tuttavia ogni cosa è Atman, anche se rivelato attraverso mezzi differenti. L' Atman è la sola realtà, l' Advaita, l'Uno senza secondo, la Non-dualità.

La Luna è una sola, lontana e imperturbabile, ma i suoi riflessi in tante tazze d'acqua differiscono di luminosità e di chiarezza, a seconda della purezza dell'acqua e della sua immobilità. Il vaso sattvico è d'oro, quello ragiasico di rame, e quello tamasico di ferro: possono differire di valore, ma la luna si riflette ugualmente bene nell'acqua che possono contenere.

I tre Guna, per quanto possano variare, impongono all’uomo comunque dei limiti; come quelli di una mucca, che ha una corda che le lega le zampe anteriori, un'altra Per le posteriori, e una terza le corna e il collo. Che libertà di movimento resta alla povera bestia? Il sattvoguna è una corda d'oro, il rajoguna di rame, e il tamoguna è di ferro; tutti e tre legano, quale che sia il materiale; sono dei legami, e tutti e tre impediscono il movimento.

La salute dello spirito si conserva e si migliora curando i tre Guna sattva, rajas e tamas; la salute del corpo dipende dall'equilibrio dei tre umori, vata, pitta e kapha (aria, bile e flegma).

Occorre evitare il tridosha, vale a dire che i tre umori non devono essere viziati o in disequilibrio. Il corpo sano è il contenitore di una mente sana; la malattia rende agitata e ansiosa la mente. La bilancia umana ha due piatti; quello materiale e quello spirituale, e si devono curare in egual misura, almeno fintantoché non si sia raggiunto un certo livello nel progresso spirituale. L'uomo è soggetto a due tipi di malattie fisiche e mentali: le prime sono dovute allo squilibrio degli umori predetti, e le seconde allo squilibrio dei Guna.

Un fatto singolare di queste due specie di malattie è che la virtù le guarisce entrambe. Da una parte la salute fisica è il presupposto della mentale, ma la salute mentale porta con sé quella fisica.

Lo stato in cui si sperimenta il Divino nella Sua onnicomprensività, come Volontà, Attività, Beatitudine, Intelligenza ed Esistenza è detto Kaivalyam. Per stabilirvi in questo stato dovete aver eliminato la vostra pigra ottusità (tamas), aver sublimato le vostre passioni (rajas) ed aver coltivato la purezza (sattva).

Il desiderio di vedere il risultato delle vostre azioni è sintomo di rajoguna; il rifiutare di fare azioni delle quali non potete godere il frutto è indice di tamoguna. Invece l'impegnarsi in azioni, ben sapendo che ne verrà un risultato, ma senza con ciò esser attaccati a quel beneficio, e senza neppure pensarci, è segno di sattvaguna'.

Si devono educare i sensi ad essere liberi da tamas e da rajas; essi non devono mai essere né ottusi né trascinatori; né dormienti né pericolosamente devianti. Occorre superare i Guna.

Per raggiungere il Divino, più che il Guru è importante il Guri, la Meta. Il solo fatto di perseguire la Meta

sveglia in noi il sattvaguna, e attenua la presa di rajas e di tamas, quegli elementi inferiori della nostra struttura. Tamas è la causa di Danavatvam (la condizione diabolica), della cattiveria, mentre rajas ci stabilizza nella condizione umana, nel Manavatvam (la condizione di manava, uomo); invece sattva, ed esso solo, assicura l'elevazione alla condizione divina. Il sattvaguna feconda le tendenze elevatrici nell'uomo; purifica la mente, ed estirpa la mala pianta della malizia. La base del sattvaguna è la stessa Verità (Satya); la Verità nella parola, nell'azione e nel pensiero e le azioni fatte per il bene del prossimo".

Ascoltare cose sattviche vuol dire star a sentire le storie, le esperienze e i

messaggi dei Santi e dei Saggi che bramarono l'esperienza di Dio e la ottennero. Vedere cose sattviche vuol dire vedere coloro che adorano Dio, vedere le immagini divine e i ritratti dei Maestri, partecipare alle feste religiose e così via.

È ragiasico assistere a scene di lussuria, di fasto, di ostenta-zione di potere e di autorità egoistica; prender gusto a letteratura, spettacoli e discorsi di questo genere; si tratta di idee e di ascolto di tipo ragiasico.

C'è poi chi si delizia nel vedere, ascoltare o leggere cose orribili, terrificanti di crudeltà e di mostruosità; è gente che adora deità sanguinarie, e si compiace di fantasmi e di vampiri: è un tipo di fantasia tamasica".

La qualità chiamata tamas crea l'apparenza della diversità, e nasconde l'Uno fondamentale, che è l'unico reale. La qualità chiamata rajas esplora la Verità e i tesori della Sapienza. La qualità chiamata sattva è immacolata come uno specchio e dà un quadro chiaro ed esatto delle cose e dei fatti che avvengono davanti ad esso. Essa riflette il Parabrahman e rivela ishvara, Dio. Così manifestato, Dio diventa l'Universo, il Jagat creato dalla Sua Volontà. ishvara riflesso non ha la facoltà di Maya, dell'Illusione.

Se questi tre Guna, o attributi di Maya, sono in equilibrio, in uno stato di tranquilla compensazione, si dice che l'Universo è immanifesto, avyakta. Questo è ciò che si chiama lo "stato seminale" in quanto tutte le variazioni successive sono in esso riassunte e latenti.

Quando rajas e tamas fanno impatto, ha causa la Creazione, e nasce il Cosmo. Essi mettono in attività gli esseri viventi. La forza dell'Illusione è condizionata dai tre Guna, ogni volta che uno di essi si esprime e prevale con la sua influenza sul resto. Se

predomina sattva, la detta forza di illusione si chiama atma-maya; se prevale rajas, detta forza diviene avidya - nescienza, e quando tamas si impone, essa diventa tamasi

od ottusità.

Il sattvoguna

Quando nell'uomo ha preso il controllo la qualità di sattva, arriva la Liberazione.

Per esaudire i desideri dei devoti, Hari, l'Essere fondamentale base dell'Universo viene in qualsiasi forma, in qualsiasi cosa, in qualsiasi luogo. Dovete pregare il Signore con concentrazione unidirezionale, la quale proviene solo dal sattvaguna ed è il prodotto della meditazione.

Bisogna coltivare una vita semplice, sia sattvico il nostro cibo e il nostro divertimento. Alcuni credono che il cibo sattvico consista in latte e frutta. Invece è molto di più; e non riguarda solo queste cose. Infatti, le calorie che l'uomo ingerisce non sono che una piccola parte di tutto ciò che introduce; anche quello che viene introdotto dai sensi è cibo che contribuisce a formare l'individuo. I suoni che si odono, ciò che si vede, le impressioni tattili cercate e subite, ciò che ci circonda e chiede di esser osservato, apprezzato e adottato... tutto è "cibo", e tutto influenza il carattere e la vita dell'individuo.

Non bastano preghiere (japa), meditazione (dhyanam) e ripetizione del Nome (namasmarana); occorre anche aggiungervi una vita regolata e capace di indurre buoni pensieri, con un'alimentazione sattvica e con scopi sattvici.

Il rajoguna

Il desiderio (kama), l'avidità (lohha) e l'ira (krodha) sono tutte forme di rajoguna, la febbre che ignora i mezzi e cerca solo i fini. Il rajoguna persegue i risultati, ma non si cura della correttezza del modo".

La disciplina spirituale (sadhana) può mettersi su due sentieri sbagliati. L'uno è privo di scopo; l'altro ha molti scopi. La mancanza di scopo è il sonno; si chiama anche tamoguna. La molteplicità di scopi è il risultato di rajoguna, è volger lo sguardo verso il creato e verso ciò che vi si vede. Se si evitano entrambi e non si cade in questi due estremi, se l'occhio non è né chiuso come nel sonno, né spalancato come nello stato di piena veglia, ma semiaperto la nostra natura diviene il sattvoguna e vi sarà facile arrivare alla concentrazione.

Il tamoguna

Bisogna trasformare il “tamogunam” in “tapogunam”, la qualità dell'inerzia nelle qualità della penitenza e dell'ascesi, e salvarsi.

L'ignoranza viene descritta con diversi nomi; talora la si chiama tamas e talora moha; oppure anche vyakta e maya.

Questi tre guna devono essere trascesi, perché rendono l’uomo inadatto alla realizzazione della Suprema Realtà che libera l’uomo e lo fonde nell’ Universale.

Poiché la persona è immersa in Prakriti, ingenuamente crede di sperimentare i Guna che compongono Prakriti, ma questa è un illusione! Per distruggere una simile illusione occore indagare sulla natura e le caratteristiche della Natura. Per il principiante è essenziale indagare sulla “Conoscenza” e su “Quello che deve essere conosciuto”, mentre lo Jnani deve prestare più attenzione ai Guna. Quello che deve essere conosciuto è la realtà, l’esperienza del Fondamento Divino di tutto.




Come è composto l'Uomo?





Cosa sono i Purana?


Cosa sono i Purana?

I Purana (antiche storie) sono dei testi sacri hindù scritti in lingua sanscrita che trattano le storie del Signore e gli insegnamenti spirituali che conducono l’uomo a Dio.

Sono gemme preziose, che ispirano ed elevano la coscienza, trasformando il carattere e l’animo umano.

I Purana fanno parte delle Smriti, essi sono un ramo dei Veda. Sono conosciuti diciotto Purana principali che si suddividono in tre rami da sei.

RAJASIKA PURANA - TAMASIKA PURANA - SATTVIKA PURANA

Bhavisya Purana

Agni Purana

Bhagavata Purana

Brahma Purana

Kurma Purana

Garuda Purana

Brahmanda Purana

Linga Purana

Naradiya Purana

Brahmavaivarta Purana

Matsya Purana

Padma Purana

Markandeya Purana

Siva Purana

Varaha Purana

Vamana Purana

Skanda Purana

Vishnu Purana

Ognuno di questi testi è composto da migliaia di strofe che narrano vicende, storie sacre, descrizioni delle Divinità Indiane. Ma in realtà essi nascondono, i più alti insegnamenti spirituali. Infatti i Purana sono testi che elaborano le grandi verità racchiuse nei Veda, con un linguaggio piacevole e sotto forma di storie avvenute. Essi furono concepite per confortare all’ascoltatore fervido e determinato, il supporto e l’aiuto necessario al suo pellegrinaggio verso la liberazione. Quello che nei Veda viene specificato con un affermazione o un assioma o un suggerimento implicito, viene rielaborato più esplicitamente nei Purana per offrire maggiore chiarezza al ricercatore.

Tra i Purana più famosi e significativi troviamo il Baghavata Purana. Questo testo di incommensurabile valore, composto da 14.579 strofe, narra della storia di Krishna, dell’ inizio di questa Era del Kaliyuga e della sua finale distruzione. Basterebbe lo studio sincero di questo Purana per raggiungere certamente la Liberazione finale.




Perchè essere Vegetariani?


Perché essere vegetariani?

Scegliere un regime alimentare vegetariano inizialmente può non essere facile, in quanto cambiare le nostre abitudini, specialmente quelle alimentari dove per anni siamo stati abituati a determinati sapori. La prima leggenda da sfatare è quella di una riduzione dei valori nutrizionali, sappiamo bene che un alimentazione basata su cibi genuini, prodotti da Madre Terra è completa di qualsiasi elemento che possa essere utile alla salute dell’uomo, in passato invece, complice l’ignoranza in materia alimentare/nutrizionale e l’ errata credenza che la carne fosse un cibo privilegiato e per benestanti, è maturata sempre più la convinzione che questo alimento fosse indispensabile e fondamentale per la salute dell’uomo. Non sapendo invece che da tempi remoti (mila anni fa), una grandissima parte della popolazione mondiale (orientale) vive in perfetta salute e longevità costantemente con un alimentazione totalmente vegetariana. Dall’altro verso, invece possiamo affermare che in occidente (dove il regime alimentare è costantemente basato sulla carne, non vi è una migliore qualità di vita o una maggiore completezza di valori nutrizionali, anzi la maggioranza delle persone soffrono di disturbi dovuti ad un alimentazione errata e piena di grassi. Al giorno d’oggi, dove la genuinità del cibo dato agli animali da allevamento è diventata ancora più rara e le grandi industrie non hanno alcun principio pur di raddoppiare le vendite a costi ridotti, mangiare carne è diventato anche estremamente pericoloso con una grandissima percentuale in aumento di gravi malattie come il cancro.

Essere vegetariani è una scelta molto importante per svariati motivi , ma resta comunque il fatto che il fattore principale è sicuramente al livello spirituale e per raggiungere un elevato piano di coscienza.

Adesso toccheremo i punti cardine per cui si dovrebbe scegliere un regime alimentare vegetariano.

1) RISPETTO PER GLI ESSERI VIVENTI

Il primo punto fondamentale è sicuramente il rispetto per la vita, il rispetto per le creature di Dio, il rispetto per un anima (seppur animale) che deve compiere la sua evoluzione, realizzando, vivendo le sue esperienze dove nessuno (ovviamente di livello superiore, come l’uomo) ha il diritto di farle cessare. Il peccato infatti, diventa grave, in quanto la morte della creatura vivente viene causata da un puro scopo egoistico di piacere del palato. Per una bramosia della nostra lingua (del senso del gusto) l’uomo non ha nessuno scrupolo nell’uccidere esseri indifesi e meno evoluti che invece dovrebbe difendere, proteggere e d aiutare.

La “scienza vegetariana” esiste da tempi davvero remoti in oriente ed adesso che anche in occidente sono arrivate validissime alternative alla carne, solo un grande egoismo o un menefreghismo per gli esseri viventi può continuare a far mangiare la carne all’essere umano. La maggioranza, anche se la loro mente non lo ammette, capisce che c’è qualcosa di sbagliato nella loro teoria, infatti non sarebbero mai disposti a crescere, dare gioia ad un animale, farlo sentire amato e poi guardarlo negli occhi e con le loro mani porre fine alla sua vita. Altri, invece, sono deboli di volontà e non riescono a smettere, perché prigionieri, schiavi dei loro sensi. Essi dovrebbero pregare e cercare di disciplinare la loro mente, capendo l’enorme danno e karma a cui essi andranno incontro.

I nostri avi non erano certo da biasimare, in quanto ancora non si era sviluppata questa coscienza e l’ignoranza faceva da padrona, ma adesso che sappiamo molto di più è davvero giunta l’ora di mettere da parte questa sbagliata abitudine e con discriminazione cercare di capire quale sia il bene e quale il male.

2) LA CARNE CONSERVA PROPRIETà DANNOSE PER LA SALUTE MENTALE E FISICA

Il secondo punto è che la carne dell’animale, conserva tutte le qualità ”animali” come l’aggressività, etc… (specialmente quando l’animale viene ucciso, egli rilascia, tutte le tossine, le paure, il terrore che prova durante l’atto della morte). È stato provato come la carne immetta nella mente dell’uomo le qualità cosidette “Rajasiche” ( passione, rabbia, aggressività) mentre il pesce da qualità “ Tamasiche” (invidia, odio, inerzia, pigrizia etc..).

Invece i vegetali, la frutta, il latte (assunto in adeguate quantità) sono alimenti “Sattvici”, cioè elevano la mente dell’uomo, donando pensieri nobili e puri. Inoltre essendo ricchi di minerali, vitamine, proteine etc… donano all’uomo salute e benessere. Infatti in tutte le diete per depurare il nostro corpo dalle tossine si usano solo ed esclusivamente prodotti vegetariani e mai il contrario. Inoltre si può tranquillamente vivere mangiando esclusivamente frutta e verdure e condurre una vita sana, ma non si potrà mai vivere consumando solo ed esclusivamente carne e non andare incontro a carenze gravi e malattie del corpo.

3) LA CATENA ALIMENTARE E IL SOVRAFFOLLAMENTO DEGLI ANIMALI

La sciocca idea che sia compito dell’uomo regolare il flusso degli animali dimostra oltre che un ignoranza di base, anche una esigua fede in Dio e una confusione generale delle cose.

La vita è stata creata con delle leggi Divine, che riescono ad equilibrarsi da sole. Basta osservare la precisone e la meticolosità di un fiore, la puntualità dell’alba e del tramonto, la perfezione del mare, che pur ricevendo ogni secondo enormi quantità d’acqua dai fiumi, rimane invariato il suo volume, ciò fa capire come non è di certo compito dell’uomo regolare questo universo, ma di qualcuno che sta ben più in alto ed agisce con minuziosa precisione. La catena alimentare riguarda il mondo inferiore, piante ed animali, l’uomo non è un animale, bensì qualcosa di più grande ed evoluto.

Se osserviamo il ciclo della catena alimentare, capiamo che la mano dell’uomo non è di certo necessaria per bloccare un eventuale propagazione esagerata del regno animale, anzi sappiamo bene, come il più delle volte il suo intervento risulta negativo come l’estinzione di molte specie animali e l’enorme inquinamento all’intero pianeta.

Gli animali, come le piante sono state create da Dio, per la loro evoluzione ed il loro compito in relazione con l’uomo è soltanto quello di un reciproco aiuto. Vedete la mucca, come offre il suo prezioso latte, anche quando non ha il vitello, notate le erbe officinali come danno il loro aiuto nelle malattie che sorgono ai suoi superiori (animali e uomini), essi in quanto esseri sotto evoluti rispetto all’uomo, lo servono e lo aiutano, in cambio però gli uomini non devono essere complici della loro distruzione, ma vanno usate solo per scopi nobili e necessari. Questo è il progetto di Dio. Gli animali sono mossi dall’istinto, l’uomo invece possiede la ragione e il discernimento, ecco perché è suo compito comportarsi con modi elevati e amorevoli. La vita è amore quanto la morte è dolore.





Cosa sono i Mantra?


  1. A Cosa servono i Mantra?

I Mantra sono formule sacre, nate da meditazioni profonde su Dio. Possiamo infatti dichiarare che i mantra sono la stessa autentica voce di Dio.

I Mantra sono formati da sillabe e cominciamo sempre con il suffisso OM. Essi sono potenti vibrazioni che elevano la coscienza dell’uomo alle più alte frequenze Divine.

Ecco perché i mantra hanno grandi poteri, sono pieni di forza spirituale e magica.

Un Mantra pronunciato con la giusta tecnica può compiere qualsiasi miracolo, finanche condurre l’uomo alla realizzazione.

Molti al giorno d’oggi cercano di trovare un significato alle parole sanscrite dei mantra, ma se indaghiamo in maniera più profonda, essi non hanno un vero e proprio significato oppure possono averne infiniti; Essi trascendono i sensi e vanno dritti nella parte inconscia del nostro sé. Ma chi li recita, per attribuire forza e una giusta visualizzazione che da potenza al mantra, si attribuisce loro dei significati che portano la mente conscia ad una maggiore consapevolezza ed elevazione.

Il mantra più potente in assoluto è la Gayatri Mantra. Essa concede la salvezza ed illumina la mente.

Nella cultura Hindù è stato associato un mantra ad ogni energia (Divinità), cosicchè ci si possa rivolgere in base alla forma del Signore adorata.

Recitando questi mantra si sprigiona una tale energia, cosi potente che nulla ci si può opporre.




Le contraddizioni del fenomeno “Muddenhalli secondo quanto detto da Sai Baba


“Questi volgari intriganti che non sanno cosa sia la verità, la sincerità possono vestirsi allo stesso modo, imitare i miei gesti o lo stile dei discorsi, ma questo non farà che evidenziare la loro falsità. Che io possa “possedere” queste persone, parlare attraverso di loro, o concedere la mia grazia sono supposizioni di cui ci si deve solo vergognare! Mi domando come uno possa crederci!” S.S.B 22/11/1970

Qualche periodo dopo la Sua dipartita terrena, si è formata una spaccatura all’interno dell’ Organizzazione ufficiale di Sai Baba. Alcuni individui hanno cominciato o colto l’occasione della sua morte fisica, per affermare che Sai Baba avesse confidato loro in un apparizione in prima fase solo orale, in seguito anche visiva, di fondare un nuovo centro principale come quartier generale a Muddenhalli, lontano da Prashanti Nilayam. Costoro affermarono che Sai Baba avesse deciso di lasciare Puttaparthi e vivere con il corpo sottile a Muddehalli.

Fin da subito si intuirono le intenzioni meschine che spinsero questi personaggi a tentare di acquisire fama e denaro usando il nome dell’Avatar. La farsa vuole che soltanto uno studente riesca a vedere Sai Baba e cosi facendo, poter pronunciare discorsi e direttive alle persone a Suo nome. Dapprima un anziano membro del Trust ufficiale di nome Narashima Murty (forse per non essere stato inserito come socio principale o presidente dell’organizzazione dopo la morte del Maestro o per motivi ignoti) cominciò a sentire le parole di Swami, di seguito uno studente della scuola di Whitefield, un certo Madhusan sotto le direttive di questo ex membro, cominciò a vederlo e cosi entrambi diventarono i soli portavoce di Sai Baba. A questo fatto, si unirono alcuni “ricchi benefattori” che in passato avevano donato e quindi contribuito economicamente alla creazione di edifici, ospedali etc…

Cosi, avendo a disposizione, l’aiuto economico di persone ricche, il maestro anziano che faceva parte dell’organizzazione Sathya Sai e uno studente che vedeva e dialogava Con Sai Baba completarono il quadro per realizzare un progetto molto ambizioso quanto malvagio: In poco tempo realizzarono un nuovo ashram a Muddenhalli, vicino Bangalore che sia per curiosità, sia per “credulità” o per evitare la monotonia di un ashram senza il Suo Signore in vita a Puttaparthi, cominciò ad avere sempre più visitatori e seguaci. Man Mano che la gente andava e per aumentare notevolmente la loro “clientela di devoti”, lo studente cominciò ad entrare sempre più in contatto con Swami, fino addirittura ad affermare di essere lo strumento prescelto da Sai Baba se non addirittura Egli stesso posseduto dall’Avatar. Questo studente, Madhusan, si veste infatti come lui, si muove, benedice con gli stessi modi e posture di Baba, tira fuori oggetti dai taschini dicendo che sono materializzazioni, crea addirittura dei lingam e si fa chiamare Baba.

Purtroppo la notevole schiera di devoti che, negli anni alla presenza di Sai Baba, non hanno saputo cogliere la preziosa occasione per interiorizzare la loro mente e seguire i veri messaggi del Maestro che ripeteva di non identificarsi con il corpo ma di meditare su se stessi, adesso in occasione di tale sconforto per la separazione fisica di Swami, non riescono ad accettare la sua mancanza fisica dell’amato Guru e purtroppo dei suoi miracoli , cosi il loro ego è subito andato alla ricerca di nuove attrattive, credendo fermamente a questo falso medium, che in cambio, chiede continuamente denaro e fondi per creare nuovi progetti, ingrandire il suo quartier generale, finanziare la sua missione per ristabilire la giustizia e continuare, anzi migliorare il lavoro che la morte del corpo di Sai Baba aveva irrimediabilmente interrotto. Madhusan ha cambiato gli insegnamenti di Swami, sostenendo che Dio può cambiare idea e regole in qualsiasi momento e appunto come detto prima a causa della malattia, nel corpo come Sai Baba, adesso bisogna fare sul serio ed accelerare i tempi. Ha svelato cosi, che l’età dell’oro tanto proclamata in passato dai Maestri e dallo stesso Baba è finalmente giunta (guarda caso in concomitanza con la sua venuta) e che l’arrivo di Prema Sai (terza ed ultima incarnazione di Sai Baba) è imminente, ma solo chi seguirà lui, potrà goderne i frutti e vivere in pace, tutti gli altri saranno soggetti alla perdizione ed ai terribili avvenimenti che stanno per giungere. Afferma che i suoi collaboratori ed intimi devoti sono tutti realizzati in vita . Quest’uomo ha incominciato a propagandare la sua missione facendo varie tournee in vari paesi del mondo, raccogliendo svariate forme di denaro in nome dell’adorato Sai Baba, inviando inviti per tutti coloro che vogliono nuovamente avere il darshan (visione del Divino) dell’Avatar, vedendo lui. In molti paesi dove vi sono tantissimi centri di Sai Baba che non credono a queste storie non è stato accettato, in Nigeria addirittura è stato denunciato e fatti espatriare dalle autorità, per aver cercato di estorcere denaro e fama in nome del vero Swami.

La losca figura ha anche imposto ad alcuni devoti di lasciare la famiglia per seguirlo ed insieme ad alcuni ricchi signori (che prima erano molto vicino a Sai Baba) hanno scelto di fondare un casinò a Las Vegas, che permetterà con il ricavato) di aiutare i bisognosi. Ha creato scuole ed altre opere, ricopiando esattamente le strutture già esistenti a Prashanti Nilayam, cercando definitivamente di dividere le due organizzazioni. Tutto questo e molto più, è quello che sta avvenendo in questo periodo di sette anni dalla dipartita di Sathya Sai Baba.

Fortunatamente la maggioranza (milioni) dei devoti non crede a queste vergognose storie, sostenendo che siano modo ignobili per far soldi, ricordando bene le parole e gli avvertimenti che Sai Baba, quando era in vita, aveva dato.

Dio è amore ed unione, Dio è amicizia, una visione unitaria di tutti gli esseri umani e tutto ciò che comporta divisione e rivalità non può far parte della Sua Visione. Potremo fermarci qui, per trarre le giuste conclusioni ma adesso, per coloro che sono ancora dubbiosi o non hanno conosciuto fisicamente Swami, metteremo a confronto le parole tratte dai Suoi discorsi, totalmente discordanti alle affermazioni e comunicazioni di questa nuova setta di Muddenhulli.

  1. La prima affermazione di Sai Baba, che già nega l’idea di questo “cambio di residenza” la troviamo in un discorso tratto durante la festività del Mahashivaratri
    nel 1955. Egli afferma: “Questo avatar non sceglierà come centro dei suoi lila, mahima e upadesha altro luogo che quello dove è nato. Quest’albero non verrà trapiantato, ma crescerà dove è emerso dal suolo”

Tale affermazione viene avvalorata anche dalla promessa che Swami fece a sua madre Isvaramma, dove affermò e assicrò che sarebbe rimasto per sempre a Puttaparthi. In effetti basterebbe una semplice e genuina analisi per capire che non ci sarebbe alcun senso nel vivere, costruire e far accorrere milioni di devoti in un luogo, solo per poi abbandonarlo e creare nuovi ashram (sempre nello stesso stato), con nuove spese di denaro e facendo crollare nell’abbandono e nel disuso tutto ciò che per anni si era costruito. A sostenere questo ragionamento in un altro discorso del 09/10/1970,

  1. Egli afferma in maniera ancora più chiara : “Non date retta alle richieste di certi uomini che affermano che io li “posseggo” o che io abbia bisogno di templi per i quali essi raccolgono donazioni. A me serve solo un tempio: Il Vostro Cuore! Non date un centesimo a chiunque chieda soldi, anche se vi dicono che li ho autorizzati io, o anche se pensate che possa averlo richiesto. Questa follia di erigere templi ed abbatterli, costruirne nuovi e distruggerne dei vecchi e solo una mania che va di moda per guadagnare denaro e notorietà, quindi non va incoraggiata. Preservate la purezza del vostro cuore affinchè Sai vi possa risiedere. Questo mi basta.”

Questa importante affermazione dovrebbe bastare per far capire al devoto medio che Sai non incoraggia i cambiamenti esteriori ma gli bastano e sprona quelli interiori perché sa che i cambiamenti materiali servono solo per alimentare il nostro ego, per la sua avidità. Il Sé, o Sai, dimora dentro i cuori puri di ognuno di noi.

Invece questi malfattori, oltre ad erigere nuovi templi, a dichiarare di essere i rappresentanti o addirittura Sai Baba stesso, inventano discorsi, cambiando insegnamenti sacri e richiedendo spesso e volentieri soldi e contributi.

Tornando invece al punto, accennato prima, del casinò recentemente è stato asserito dal falso Baba (Madhu) che occorresse creare questo nuovo casinò a Las Vegas, per poter aiutare con il ricavato, i poveri e gli afflitti. Ebbene, anche in questo caso, con giusto discernimento possiamo capire quanto sia tremenda questa nuova bufala che stanno cercando di mettere in atto. Swami, in tutta la Sua vita, ha sempre accettatosolo i fondi donati spontaneamente dai suoi devoti che volevano davvero con il cuore aiutare il loro prossimo; ha spesso rifiutato entrate finanziarie di gente che voleva donare solo per senso di dovere, figuriamoci come si può pensare che Dio, adesso, voglia o abbia bisogno di soldi tramite la diabolica via del gioco d’azzardo! Come si può credere che dopo ottanta anni di purezza, abbia tutto ad un tratto, bisogno di puntare su Las Vegas, dove mafia, prostituzione e droga fanno da padroni?

3) Anche qui Swami ci aveva messo in guardia dicendo abbastanza chiaramente in un discorso del 31/03/1965 le seguenti parole: “I mezzi sono altrettanto importanti quanto il fine. Il fine non giustifica i mezzi. Essi devono essere nobili quanto il fine”.

Questo ennesimo richiamo si può rivolgere anche sulla situazione avvenuta di recente, dove questo “medium” ha detto (riuscendo nell’intento) ad uno studente abbastanza conosciuto, di lasciare la sua famiglia per seguirlo. Quale mezzo più disonorevole ci può essere di distruggere una famiglia con dei figli per seguire un essere che dovrebbe vivere nel nostro cuore? è saputo come sia le Scritture Vediche condannino queste azioni, tanto da autorizzare lo stadio dell’uomo chiamato Vanaprastha (ritirato) cioè di andare a vivere nella foresta o in eremitaggio (abbandonando la propria casa) solo in età avanzata e quando i figli sono grandi ed autonomi. Inoltre anche Sai Baba nella sua vita non ha mai creato tali spaccature, anzi ha sempre valorizzato la famiglia ed il suo stadio di Grihastha (capofamiglia) , negando l’approvazione richiesta di chi voleva vivere accanto a Lui lasciando ogni cosa.

Sono numerosissimi i discorsi dove Swami difende e proclama a gran voce l’importanza della famiglia e dell’unione coniugale, proclamandolo come uno dei modi più sacri per realizzare Dio. Citiamo un solo discorso che vale per tutti, detto da Sai Baba il 21/02/1971.

4) “Lasciate che vi dica che la vita coniugale non ostacola la realizzazione. Considerate lla moglie ed i figli come un affidamento sacro e serviteli con quello spirito”

Il 27/05/1965 in un altro discorso Swami afferma ancora una volta :

5) “Baba non ha mediatori; qualcuno poi afferma che io sarei entrato in loro o parlerei per bocca loro. Vogliono far credere di essere i miei portavoce e di comunicare ad altri, consigli, esortazioni, direttive, come se li avessi autorizzati e parlassi per mezzo loro. Sentitemi bene: Io non parlo mai per mezzo di altri, non mi impossesso di nessuno, ne uso altri come mezzo per esprimermi. Io arrivo direttamente, vado dritto alla persona.”

Tali parole ci confermano dei subdoli piani di questa setta, di questo essere demoniaco che afferma di avere “l’esclusiva” per comunicare ogni messaggio di Swami.

La cricca di Muddenhalli ripete quotidianamente e replica tutte le festività che si eseguono a Prashanti Nilayam, spedendo inviti, email a chiunque voglia partecipare (e fare numero) , assistere ai discorsi di questo nuovo Baba, ad alcuni è concesso anche formulare domande, dove egli risponderebbe dando direttive e consigli. Ed ecco che, per l’ennesima volta, Sai ha voluto aiutare i dubbiosi e gli ingenui con queste parole pronunciate nel discorso del 22/11/1970.

6) “Altri sostengono che io parli attraverso di loro e che risponda alle domande poste loro. Costoro sono folli o isterici, oppure posseduti da qualche spirito o dall’avidità di guadagnare denaro in tale modo. Posso solo dire che io non parlo attraverso di loro, non ho bisogno di sostituti o rappresentanti. Altri ciarlatani affermano che io avrei affidato loro zone perché se ne prendano cura per mio conto, poiché i devoti sono talmente numerosi che io non sono in grado di badare a tutti senza un aiuto. Queste sono menzogne assurde!” E poi ancora “….Questi volgari intriganti che non sanno cosa sia la verità, la sincerità possono vestirsi allo stesso modo, imitare i miei gesti o lo stile dei discorsi, ma questo non farà che evidenziare la loro falsità. Che io possa “possedere” queste persone, parlare attraverso di loro, o concedere la mia grazia sono supposizioni di cui ci si deve solo vergognare! Mi domando come uno possa crederci!” Inoltre aggiunge : ” Se in qualsiasi altro posto si tiene una commemorazione o una conferenza, si stampano e si spediscono numerosi inviti, si contano personalmente gli eventuali partecipanti e occorre perseverare affinchè molte persone accettino l’invito e la cerimonia abbia successo. Qui a Prashanti Nilayam invece, non è mai stato stampato e distribuito alcun invito per chiedere alla gente di intervenire, nessuno è mai stato sollecitato. È l’amore, l’invito da cuore a cuore, che vi ha portato qui a decina di migliaia”.

Questi avvenimenti hanno ovviamente scoraggiato parecchio alcuni devoti, che non riescono a concepire il motivo di tutto questo, del perché proprio adesso stia avvenendo tutto questo, disperdendo cosi molti devoti e ricercatori. Ma in realtà se andiamo ad analizzare meglio, capiamo innanzitutto che purtroppo cose di questo genere capitano sempre quando una grande persona (specialmente con un numero cospicuo di devoti) lascia il suo corpo mortale, infatti anche alla morte del maestro Ramana Maharshi, successero contrasti e divisioni nell’organizzazione del santo Uomo, inoltre se prestiamo attenzione a quanto detto prima, questi “falsi guru” esistevano anche prima, quando Swami era in vita, è la prova ne sono proprio le sue parole, i suoi avvertimenti che pronunciava proprio per metterci in guardia; solo che mentre in passato i devoti seguivano ovviamente la Sua parola e la Sua forma fisica, non badando a tali ciarlatani, adesso invece, approfittando del dolore per la sua dipartita fisica e dell’assenza dello stesso Swami che possa smentire e smascherare in pubblico questi imbroglioni, essi agiscono in maniera più “incontrastata”. Ad avvalorare la loro macchinazione vi sono degli esponenti importanti che hanno tradito la parola, i principi del Maestro e che alcuni devoti prendono d’esempio, in quanto presumono che se tale gente illustre , da sempre vicino all’Avatar ha abbandonato Prashanti Nilayam per seguire questo nuovo personaggio, sicuramente un motivo ci sarà. Ed in effetti un motivo piuttosto solido c’è e si chiama avidità di denaro e fama. Come il Sé è sempre sovrapposto all’ego , ma non ne è influenzato, come il loto, pur stando sempre a contatto con l’acqua non viene bagnato, cosi queste persone grazie a meriti accumulati da altre vite hanno avuto la fortuna di vivere vicino al Signore, ma non ne sono rimasti influenzati del suo immenso amore ed insegnamento e cosi appena la forma fisica è scomparsa, la loro fede e la loro devozione se ne è andata per cercare altri luoghi dove poter guadagnare fama.

Anche tal proposito il nostro amato Swami ci viene in aiuto in un discorso del 23/02/1971.

7) “ Dopo dieci o dodici anni di devozione, improvvisamente questi individui prendono una strada sbagliata e si allontanano. Le Sacre Scritture asseriscono : “Quando i meriti accumulati si sono esauriti, essi scivolano negli abissi della mortalità” e ci rammenta anche come Sita, la moglie del Signore Rama, che aveva un animo talmente puro da meritare la compagnia e l’amore di Rama, in un attimo perse la retta via per inseguire il desiderio di voler un bene materiale (come il daino), perdendo cosi il Signore e finendo nelle grinfie del demone Ravana. Figuriamoci persone che non hanno fatto della loro vita una sacra strada verso Dio e sono ancora vittime della loro mente ed i suoi sensi.

Ma tutto questo seppur ci deve sollecitare a difendere la verità e la giustizia, non deve condurci nell’errore di sfociare in rabbia, odio e divisione. Non dobbiamo scontrarci con chi è offuscato da una realtà diversa. Piuttosto, ora più che mai, la nostra fede non deve vacillare e ricordare gli insegnamenti d’ amore di Swami, che costantemente predicava di non vedere mai il male negli altri, ma di guardare soltanto le nostre azioni, di vedere Dio in tutti e che nessuno è realmente malvagio, quindi dobbiamo si, prendere le debite distanze per non farci fuorviare, ma cercare di vedere il Divino in lui e perdonare in cuor nostro i suoi errori. In un dialogo tra un devoto e Sai, troviamo questo prezioso insegnamento di Swami che può aiutarci nei momenti difficili di rabbia : “Non devi giudicare nulla come cattivo; se uno ti ha fatto del male e tu ti vendichi sei divenuto cattivo anche tu. Se invece rimani buono e non giudichi cattivi gli altri, acquisti il diritto di riformarli. Le cattive azioni devono essere ricambiate con altre buone, e con un buon modo di vedere, e cosi il male sarà corretto”.

Infine ammonisce: “ Tenete lontano il vostro corpo da chi da “cibo” cattivo ai sensi, anche se siamo fratelli. Le anime siano in Dio, ma i corpi stiano lontani tra loro.

Dobbiamo inoltre capire che tutto è un disegno Divino, Sai Baba ha voluto, per dei motivi che non ci sono dati a sapere, creare tutto questo. Proprio in questi casi è fondamentale fidarci della parola di Swami, affidare tutto a Lui e con gentilezza consigliare, mai sforzare chi si è perduto, a tornare nella giusta via.

8) Sempre il 22/09/1970 l’Avatar ci rassicura : “ Costoro non potranno avere successo né riusciranno minimamente a sminuirmi qualunque siano le tattiche utilizzate o chiunque partecipi a tale campagna. La loro ipocrisia non verrà mai riconosciuta come verità neanche se i quattordici mondi si unissero e altri dieci si aggiungessero a sostenerli. La verità non potrà mai essere macchiata o trasformata in menzogna. In qualche occasione è naturale che possano sorgere in voi alcuni dubbi in relazione alla mia forma, alla mia parola o azione, ma se veramente volete conoscere la mia realtà, dovete mettere in pratica i miei insegnamenti e seguirmi. Allora la realtà Divina vi sarà rivelata”

D’altronde anche il Signore concede il libero arbitrio, perché tutti noi stiamo recitando la nostra parte e qualsiasi scelta si faccia, la metà finale sarà sempre l’unione con Dio. Dipende da noi, stabilire quanto tempo e quante vite impiegarci. Noi possiamo solo pensare che anche questo fosse stato previsto dall’Avatar e che, come viene affermato nel dialogo di Swami con John Hislop del 2/12/1982 pubblicato nel rinomato libro “Il mio Baba ed Io” questo dramma sia stato messo in scena per purificare l’ashram di Swami e magari preparare il terreno al Suo ritorno come Prema Sai o forse cosa ancora più importante lasciare solo quei devoti che con cuore puro seguono la Sua forma nel cuore e vogliono meditare sui Suoi insegnamenti e non ricercare con l’ego, una forma fisica da seguire. Le parole di Swami in questo dialogo, ci suonano come una predizione ed un aiuto per tutti quei devoti che cercano la realizzazione del Sé e sanno che la forma è temporanea e dovrà essere abbandonata, una volta arrivati ad un certo stadio.

9) “ Dopo l’età di 60 anni, Sai darà direttamente delle energie extra alle menti di coloro che stanno attivamente lavorando per Lui. Ora è il tempo della trasformazione. E come quando viene un vento forte e fa volare le bucce esterne, lasciando solo i chicchi interi. In questi tempi, molti devoti abbandoneranno Sai, lasciando solo quei devoti la cui fede è sana e solida”.

In conclusione il consiglio che possiamo dare è di continuare a seguire ciò che davvero ha importanza: I suoi insegnamenti, le Sue verità ed incontrare Swami come forma fisica nel nostro cuore, diffidando dai dubbi, da qualsiasi novità, perché dove c’è l’uomo, c’è l’ego e non potremo mai sapere dove possa farci cadere una scelta, una compagnia, una guida sbagliata. Non impegniamoci in azioni esterne, ma lavoriamo interiormente ed allora Sai Baba ci farà il Suo Darshan ancora una volta, benedicendoci e riempendo la nostra vita, la fede ed il nostro cuore di Puro Amore.




Alcuni punti da chiarire su Sai Baba


Come duemila anni fa con il Cristo, come in ogni epoca, anche in questa era la critica, la menzogna e la maldicenza sono aspetti dominanti nell’uomo che pur di sfuggire ad un possibile cambiamento spirituale e/o materiale , travolto dai sensi, dall’avidità e dall’odio è disposto a creare ogni maldicenza possibile pur di creare scandalo. In questo caso specifico, Sathya Sai Baba, fortunatamente, ha sempre agito alla “luce del sole” su ogni aspetto ed in ogni campo: dalle materializzazioni “dal nulla” ad ogni tipo di azione da Lui esercitata.Infatti Egli ha sempre ribadito che la Sua vita è il Suo Messaggio e quindi quale miglior messaggio può esserci se non l’azione concreta, la pratica vera davanti a chiunque voglia vederlo e prendere spunto per seguire la Sua strada?

Tuttavia alcuni uomini (fortunatamente pochissimi in base alle milioni di persone che credono ed hanno appurato la Verità con i loro occhi) hanno fatto leva sulla disinformazione di chi non conosce realmente Sai Baba per infondere cattiverie, bugie e diffamazioni sul Maestro.

Ma perché una persona dovrebbe condannare o inventare qualcosa su una faccenda cosi meravigliosa e straordinaria?

Proprio in quanto “straordinario” quindi fuori dall’ordinario, la mente dell’uomo rifiuta ad accettare alcune idee o verità che comporterebbero un cambiamento del loro carattere, una disciplina ed una rinuncia al proprio egoismo, cosi cercano di distruggere qualsiasi cosa possa portare loro una possibilità di cambiamento, cercano di allontanare e denigrare ogni novità in quanto non possono accettare che tutto ciò che è stato accumulato negli anni (logica, studio, etc..) possa essere distrutto in un attimo in quanto sbagliato. In questo caso, avendo a che fare con una figura straordinaria che agisce davanti a milioni di persone e telecamere e non potendo denigrare gli insegnamenti d’amore che Sai Baba predica, cercano di denigrare delle azioni che possono essere appoggiate dalla gente che non ha potuto approfondire di più su questo Essere Divino.

Adesso elencheremo in breve i temi trattati da questi “farisei moderni” che condannerebbero l’Avatar, inutile aggiungere che queste teorie accusatrici sono totalmente ridicoli e prive di qualsiasi logica né tantomeno prove concrete.

1) MATERIALIZZAZIONI DI QUALSIASI OGGETTO E VIBHUTI

La prima accusa viene imputata sulla sua capacità di materializzare ogni cosa.

Alcuni increduli (che sicuramente non hanno mai conosciuto Sai Baba) dicono che Egli usi delle piccole capsule di sterco, che una volta sbriciolati, diviene cenere (vibhuti) ed esce dalla mano. Ovviamente chi ha avuto la fortuna di andare in India a trovarlo ed è stato a pochi centimetri da Lui o chi ha visto i tantissimi video che girano sul web sa che non esiste alcuna truffa ma è tutto reale.

Questa ridicola ed alquanto fantasiosa accusa è facilmente smascherabile in quanto molte volte Sai Baba ha materializzato la Vibhuti con le maniche raccolte ai gomiti, inoltre Egli materializza, senza nessuna interruzione dalla vista del pubblico, durante il darshan quasi 1kg di cenere al giorno a decine di persone diverse. Inoltre ci sono tantissime testimonianze che dimostrano l’assoluta verità e genuinità del miracolo allontanando totalmente l’idea infamante dell’accusa.

Sai Baba inoltre, è incline a materializzare (come forma di gratificazione al devoto) ogni tipo di oggetto, dagli amuleti, collane, anelli a statuette di grandi dimensioni. Tutte con un semplice gesto della mano, davanti alla persona che riceve il dono, che addirittura stando seduta a pochi centimetri di fronte a Lui, può appurare l’origine Divina del dono.

Anche qui l’idea di illusionista o truffatore cade miseramente sia per le grandi dimensioni degli oggetti che non potrebbe nascondere da nessuna parte, sia per il valore degli oggetti. Infatti il più delle volte Egli materializza oggetti preziosi (oro, diamanti, argento etc..) di altissimo valore; come quella volta in cui materializzo per un devoto, un diamante dal valore di mezzo miliardo di lire circa!!! (vedi libro : Un Sacerdote incontra Sai Baba). Qualunque persona dotata di buon senso capirebbe che nessun ciarlatano regalerebbe tutti questi oggetti preziosi senza andare ben presto in rovina! Queste accuse, purtroppo per i calunniatori, sono facilmente smontabili per chiunque voglia approfondire il personaggio di Sai Baba; essi infatti possono sia parlare con le numerosissime persone che hanno ricevuto questi doni, sia guardare i tantissimi video, anche amatoriali, che testimoniano la perfetta autenticità dei miracoli. Così per tentare in qualche modo di fare breccia fra i dubbiosi hanno proclamato che tutte le azioni “inspiegabili” siano opere demoniache. Ma come si può pensare che un Essere che ha sempre proclamato l’amore, ha fatto moltissime opere umanitarie ed incoraggiato la gente per ottantacinque anni ad amare Dio, fare del bene ai bisognosi e distruggere le cattive tendenze dell’uomo possa essere un Demonio?

La vita di Sai Baba è il Suo messaggio e chiunque lo abbia anche minimamente avvicinato può affermare con sicurezza come Egli professi sempre e solo i Valori Umani e l’amore nel mondo. D’altronde anche se la chiesa non riesce ad ammettere questa Realtà, sa che anche il vangelo afferma che solo Dio può operare miracoli e che l’anticristo, anche se menzogniero, non potrà mai riconoscere e fare amare Gesu Cristo.

2) CREAZIONE DEL LINGAM

La seconda accusa, ancora più sciocca, riguarda la creazione dei lingam durante la festa del Mahasivaratri, secondo la quale Sai Baba nasconda nei fazzoletti, grosse uova d’oro o di pietra per poi farle fuoriuscire dalla bocca.

Chi muove queste calunnie sicuramente non conosce né il passato dell’Avatar ne la sua vita quotidiana durante la quale produce i lingam. Infatti Sai Baba non solo canta e parla (lunghi discorsi di ore) con il fazzoletto sempre aperto o piegato (stirato)fino all’attimo prima in cui materializza il lingam, ma in alcune occasioni ha creato dalla sua bocca anche nove Lingam di fila! Queste “uova” sono cosi grandi che nessuna bocca potrebbe nasconderle e parlare o chiudere la bocca, figuriamoci davanti a migliaia di persone e parecchie telecamere.

3) ATTENTATO NELL’ASHRAM DI SAI BABA

Nel 1993, quando la figura di Sai Baba aveva raggiunto ormai una grande notorietà mondiale, ci fu un caso di attentato alla Sua persona.

Un noto sito di ricerca che parla di queste controversie racconta genericamente, sempre per fuorviare la gente ignara, di un omicidio plurimo per casi mai chiariti! Ma invece, tutti coloro che erano li in quel periodo e chi conosce la storia, sa la realtà.

Quella notte, alcuni ex studenti (si presume anch’essi pagati) che erano stati allontanati dall’ashram per ovvi motivi, entrarono furtivamente nell’abitazione di Sai Baba, uccisero una persona (che stava di guardia al corridoio di Swami) e ferirono altri due studenti. Entrarono nella stanza dove dormiva Sai Baba, ma sfortunatamente per loro, non trovarono nessuno, per quanto cercarono nessuno sapeva e riuscì a trovare Baba.

Nel frattempo tutto l’ashram (centinaia o migliaia di devoti) erano allertati ed avevano avvertito la polizia che arrivati sul luogo e temendo per la vita di Colui che ritenevano il loro Signore, persero la testa e spararono ai killer, uccidendoli. Alcuni pensano che sia stato per la paura e la poca fermezza dei poliziotti, altri credono che si sia voluto “tappare la bocca” per non far uscire loro il nome dei mandanti.

Sta di fatto, che al contrario, di quanto ci fa intendere il rinomato e inaffidabile sito in questo caso non esiste nessuna controversia nei confronti di Sai Baba.

4) PEDOFILIA E MOLESTATORE

Quest’ultima accusa, ancora più meschina, ma non per questo meno contestabile è quella di aver molestato gente adulta (anche uomini) e casi di pedofilia con i suoi studenti.

Questa vergognosa infamia è stata usata per cercare di fare breccia ancora di più nell’animo umano di chi non lo conosce ed allontanare chi vorrebbe avvicinarsi a Lui.

Così negli anni duemila venne montato un caso in cui vennero pagati dei ragazzi per testimoniare tali falsità di molestie subite; fortunatamente dopo un accurata indagine da parte della polizia, alcuni ragazzi hanno affermato di essere stati contattati da loschi individui per inventare casi di pedofilia dietro grossi forme di denaro. Alcuni hanno confessato, altri studenti che non hanno accettato il tradimento, hanno subito denunciato il caso alle autorità competenti che dopo aver indagato, hanno confermato la meschina macchinazione per calunniare Sai Baba. Ma anche con un po di discriminazione possiamo capire che risulta davvero impossibile credere che un anziano di 70/80 anni possa violentare un adulto maschio! Un caso del genere avvenne nel 2000, ma dopo qualche periodo, l’uomo che aveva denunciato la molestia, ammise in tribunale di aver inventato tutto.

Tutte queste false accuse, sono ovvie, specialmente se contiamo che siano fatte contro un grande personaggio come Sai Baba che vanta centinaia di milioni di seguaci.

Purtroppo i casi di inquisizione e calunnia gratuita non sono mai mancati e mai mancheranno. La chiesa è la prima potenza religiosa che ha sempre inquisito persone innocenti ed eletto uomini malvagi; Essa ha riconosciuto i “suoi” santi solo dopo averli condannati e accusati in vita. Ho ribadito “suoi” perché essa ritiene che solo chi professa una fede cattolica possa essere un santo agli occhi di Dio, non ricordandosi però che Gesù, cosi come sua madre Maria e suo padre Giuseppe non erano cattolici ma ebrei.

Queste bugie non potranno mai ingannare nè il nuovo ricercatore che vuole “toccare” con mano la realtà, colui che con mente aperta cerca la verità non basandosi su notizie di seconda mano, né chi ha conosciuto, incontrato o anche solo studiato davvero l’insegnamento e la figura di Sathya Sai Baba.




Che cos’è L’Avatara? Chi Sono?


Tutte le Sacre Scritture sono concordi nell’affermare che quando sulla terra, il male sembra prendere il sopravvento e la speranza sta per essere perduta, Dio scende fra gli uomini per salvarli e ricondurli sulla retta via. Anche nella cultura Indù troviamo conferma di questo concetto. Essa ritiene infatti, che questa figura sia l’Avatara (o Avatar). Nella Baghavad Gita leggiamo il Signore Krishna che dichiara : “ Per la protezione dei giusti e la distruzione dei malvagi, ogni volta che il Dharma (rettitudine) declina, io mi incarno di era in era.” B.G 4.8

L’Avatara (Discesa del Divino) è la discesa di Dio senza forma (pura energia) che assume una forma umana e si incarna per equilibrare la Creazione, ristabilire la giustizia e preparare l’uomo ad una nuova era.

Alla fine di ogni epoca, fin dal principio della creazione, l’avatar è disceso su questa terra per salvaguardare le sue creature. Egli decide di venire in forma (apparentemente) umana ma con tutte le qualità sovrannaturali del Divino, facendo della Sua vita un messaggio chiaro e d’esempio per tutti.

Gli attributi (qualità) unici dell’Avatar sono :

  1. Creazione
  2. Conservazione
  3. Dissoluzione
  4. Onnisapienza
  5. Dispensare Grazia
  6. Onnipresenza

Solo l’Avatar può darci, in un attimo, l’esperienza diretta del Divino o della Verità.

Si ritiene che fin dall’inizio della Creazione di questa terra si siano incarnati dieci Avatar, che si sono manifestati nelle varie epoche (yuga), in base ai costumi, forme e bisogni di quei determinati periodi.

L’Avatar è una manifestazione di Vishnu, in quanto esso è l’energia Divina che si occupa della conservazione e la preservazione di questo universo, invece Brahma riguarda la Creazione e Shiva la dissoluzione finale.

I dieci Avatar (in ordine di apparizione) sono:

Matsya (Avatar pesce)

Kurma (Avatar Tartaruga)

Varaha (Avatar cinghiale)

Narasihma (Avatar leone)

Vamana (Avatar nano)
Parasurama (Avatar Brahmino)

Rama (Avatar del Dharma)

Krishna (Purnavatar)

Gautama Siddharta ( Avatar Il Buddha)

Kalki (Purnavatar Sai Baba)

L’Avatar dell’epoca attuale è il Kalki Avatara. Egli ha usato tre incarnazioni per completare e sviluppare la sua missione in base ai costumi e la coscienza dei vari tempi.

Esso è vissuto ai giorni nostri con il nome di Shirdi Sai Baba (1838-1918), con il nome di Sathya Sai Baba (1926-2011) e come Prema Sai Baba come prossima imminente incarnazione futura.

È degno di nota, analizzare e ricordare, come anche nel Vangelo di San Giovanni nella sezione dell’Apocalisse, egli menzioni la venuta del Signore che libererà l’uomo dal male.

Tratto dal Vangelo << Poi vidi il cielo aperto ed ecco un cavallo bianco, colui che lo cavalcava si chiamava il fedele, il verace, egli combatte con giustizia. La sua veste sarà color del sangue, il suo nome è il verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono, vestiti di lino bianco e puro. Egli detiene una spada affilata, per colpire le nazioni >> Apoc. Cap. 19,11-15.

Come possiamo confrontare con l’immagine del Kalki Avatar di migliaia di anni fa, possiamo notare la grande somiglianza e la meticolosa descrizione che corrisponde perfettamente quella citata da San Giovanni.

Se poi analizziamo ancora più in dettaglio, possiamo scorgere grandi similitudini con l’Avatar attuale Sai Baba. Infatti Egli si chiama Sathya Narayana che nella lingua sanscrita significa Sathya = Verità, Verace e Narayana = Fedeltà, fedele . La sua veste è sempre (anche nella sua precedente incarnazione rossa o arancione) , i suoi migliaia di studenti e discepoli che stanno cercando di cambiare questa società tramite i buoni principi, la carità e l’attuazione dei valori Umani, proclamando la Sua parola ed il retto agire sono tutti vestiti di lino bianco.

Tuttavia, sebbene questi siano le principali incarnazioni Divine sulla terra, in realtà sono numerosissime le volte in cui il Signore è disceso fra gli uomini per aiutarli e dare loro gli insegnamenti fondamentali al ripristino del Bene sul male.

Ci sono cinque livelli di Avatar:

1) NITYA AVATARA : Questa discesa del Divino è quella che abita dentro ognuno di noi, esso consiste nel vivere la vita quotidiana individuando il proprio dharma e offrendo amore al prossimo. Questo livello è insito in ognuno di noi e deve essere sviluppato per l’evoluzione umana.

2) VIVESHA AVATARA : è l’incarnazione di coloro che vengono al mondo per uno scopo, una missione ben precisa ed una volta terminata si eclissano . Esempi di questo genere sono Il Mahatma Gandhi ed i vari profeti.

3) AVIVESHA AVATARA : rappresenta lo stato contemplativo pur in una dimensione corporea. Sono coloro che vivono una vita ordinaria dal punto fisico ma celano in sé una coscienza Divina come Vivekananda, Purushottamananda, Raphael

4) AMSHA AVATARA : sono coloro che possiedono alcuni poteri Divini e la visione di Dio , spronano i popoli al bene mostrando loro il cammino. Un esempio chiaro è la figura di Gesù, Ramana Maharshi, Ramakrishna etc, Shankaracharya, Il Buddha

5) PURNA AVATARA : Quest’ultima tipologia è la più completa. Essa ha l’onnipotenza Divina, una visione onnicomprensiva del tutto e con amore porta unità fra gli uomini. Egli ha la missione di fondare il regno dell’Amore in terra.

L’AVATAR ED IL LIBERO ARBITRIO

Dice Sathya Sai Baba che il compito dell’ Avatar non può essere interrotto in nessun caso. Egli impiegherà il tempo che serve per portare a termine il progetto. Spesso è stato chiesto a Sai Baba come mai, in qualità di Purna Avatar, non usasse il suo potere infinito per far piovere durante i momenti di siccità e creare cibo nei momenti di carestia etc.. Egli rispose che Dio si è incarnato sulla terra proprio per migliorare la situazione e soccorrere l’umanità. Certamente l’Avatar potrebbe agire con una soluzione a breve termine, eliminando istantaneamente il male, ma questo modo di agire va contro la legge naturale di Causa ed Effetto (Karma). Gli uomini ricevono esattamente ciò che meritano in base alle azioni commesse in questa vita ed in quelle precedenti. In questo caso l’intervento Divino bloccherebbe l’evoluzione umana necessaria all’uomo per progredire, capire e sperimentare attraverso il dolore, dove e perché sta sbagliando. L’umanità quindi, ricadrebbe nell’errore e la sofferenza. La soluzione dell’ Avatar a lungo termine è più proficua, in quanto consente di guidare le persone verso un più elevato livello di coscienza.

Se l’Avatar intervenisse ed interagisse con il libero arbitrio, il dramma cosmico voluto da Dio stesso, svanirebbe insieme a tutto l’universo. L’Avatar invece insegna all’umanità più che a trasformare fuori, a cambiare interiormente, insegna il retto agire, l’amore, la pace , la fratellanza, solo cosi il mondo può migliorare veramente. Ecco perché Sai Baba ha scelto di venire in tre corpi durante tre periodi differenti, proprio per dare all’umanità il tempo necessario ad un cambio di coscienza duraturo.





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