TESTIMONIANZE | …Appena arrivato, trovò delle bambine che facevano il “Thiruvathirakali”, una danza popolare del Kerala in cui i ballerini formano un cerchio e cantano ritmicamente al battito delle mani del pubblico e delle loro mani. Quando la danza terminò, Gurudeva chiamò la padrona di casa e compose il “Jnanakummi”, in Malyalam. Questo testo divenne molto popolare in Kerala ed è cantato ogni volta che c'è un bhajan-kirtan.

Gurudev compose anche alcune poesie in inglese.

 

Innumerevoli sono anche i casi di persone che ricevettero la sua benedizione salvandosi da varie calamità.

Una discepola molto anziana di circa 90 anni, ad esempio, raccontò di essere stata salvata da morte certa nel 1954 durante il kumbha mela a Prayag (Allahahbad). Questa signora era conosciuta nella Vashishta Gufa con il nome di Barabanki Maa (Shanti Mehrotra). Un giorno, mentre era andata a fare il bagno cerimoniale nel Gange insieme alla suocera, lo zio, la zia e la sua piccola figlia accadde un incidente e l’immensa folla sembrava impazzita. Ci fu una fuga precipitosa, la donna cadde a terra aggrappandosi e trascinando con sé la bambina; tutti i suoi parenti caddero su di lei. Sembrava non esserci più speranza di scappare da una morte imminente. Shanti Mehrotra invocò Guruudev. All'improvviso, dal nulla, due poliziotti montati a cavallo arrivarono sulla scena. Immediatamente dileguarono la folla, raccolsero la signora caduta e tutto i membri della sua famiglia e li portarono via al sicuro. Appena arrivata a casa Shanti Mehrotra raccontò subito questo terribile incidente a suo marito che corse a ringraziare il magistrato distrettuale per il tempestivo salvataggio. Immaginate la sorpresa quando seppe che l'amministrazione non aveva preso nessun accordo per la polizia a cavallo! Più tardi, quando incontrò Gurudeva, il Maestro con le sue accattivanti risate le disse: «Sei stata salvata!».

Anche dopo la morte corporea, Swami Purushottamananda ha sempre tenuto d'occhio i suoi devoti. Egli stesso disse che dopo la sua dipartita avrebbe dato sempre aiuto illimitato ai suoi discepoli.

Una volta la moglie di un devoto che si trovava in un posto lontano da casa, tutta sola e senza mezzi di comunicazione aveva gravi problemi con il figlio malato. Ad un tratto Gurudeva si manifestò davanti a lei e le diede un po' di cenere sacra (vibuthi) e alcune istruzioni. Inutile dire che il bambino si riprese.

Un'altra donna devota, che andava alla Gufa dai primi tempi della stabilizzazione di Gurudeva, desiderava ardentemente il Mantra Diksha. Swami-ji però si rifiutò di darle il prezioso mantra. Swami Shantanandaji Puri che allora era un capofamiglia, confortò la donna, dicendole: «Se il tuo desiderio è così intenso lo otterrai da Gurudeva stesso». Quando si rincontrarono qualche tempo dopo lei lo informò felicissima che Gurudeva le era apparso in sogno e le aveva dato il suo Diksha.

 

Shri R.C. Mishra, dopo essersi ritirato come docente presso il governo inter-college nell’Uttarkhand, andò alla Gufa dopo il Samadhi del Guru. Un giorno fu mandato a Goolar, nel villaggio vicino. Lui e la sua famiglia erano ardenti devoti che rendevano un sacco di servizio all’Ashram. Quando la sua figlia maggiore, Sunita, doveva dare gli esami di scuola, furono informati che l'esame pratico si sarebbe tenuto a Narendranagar a circa 50 km da Goolar. La moglie di Mishra-ji, Krishna, divenne molto preoccupata. Aveva quattro bambini tra cui un figlio neonato e quindi non poteva lasciare la sua casa ed anche Mishraji aveva i suoi lavori universitari da fare. Un mattino molto presto, la donna era seduta in uno stato di leggera sonnolenza. Vide un vecchio con solo un panno bianco intorno alla vita che batteva alla sua porta con un bastone. L’Anziano le disse: «Perché sei preoccupata sulle pratiche di tua figlia? Li farò io stesso. Dammi solo qualcosa da mangiare». La donna chiamò subito la figlia, che appena arrivò non vide nessuno. Lo stesso giorno, Mishra-ji ricevette una chiamata dall'esaminatore che doveva condurre l’esame, dicendo che non poteva venire a Narendranagar, e che lo stesso Mishra-ji doveva dirigere l’esame direttamente a Goolar.

 

Gli anni di penitenza che Purushottamananda aveva eseguito nella Vashishta Gufa hanno ulteriormente santificato il sacro ambiente attorno.

 

Tantissimi sono i visitatori della Gufa, molti di loro stranieri, che sono sopraffatti dalle vibrazioni che riverberano all'interno della grotta.

Shri M.L. Kohli, un ardente devoto della Gufa, è stato un testimone di alcuni eventi insoliti che si sono verificati recentemente. In uno di questi accadde che una signora di origine indiana e un cittadino australiano entrarono dentro la grotta e rimasero lì per un po' di tempo. Quando lei uscì, piangeva in un modo incontrollabile. Tolse via tutto l'oro, gli ornamenti che indossava in abbondanza e li diede ad una ragazza che si trovava nelle immediate vicinanze. Se ne andò dicendo che lo scopo della sua nascita era stato adempiuto. Nessuno la vide più di nuovo.

 

Quattro persone appartenenti alla stessa famiglia, invece, entrarono insieme nella Gufa e non appena uscirono, dissero di aver visto il vecchio monaco con la barba bianca seduto al centro della grotta. Ovviamente quando i presenti accorsero a controllare, non trovarono nessuno all'interno.

Un'esperienza simile è stata raccontata anche da uno straniero mentre si arrampicava sopra la valle dopo la sua visita alla Gufa.

 

Sia giovani che vecchi hanno avuto visioni di Gurudeva, anche se non l'hanno mai incontrato.

 

Tutti, questi straordinari eventi sono stati raccontati solo per offrirli al lettore, per far notare che anche quando Swami era immerso nell’ austero percorso spirituale, capiva i problemi delle persone catturate dagli affari mondani e la maggior parte delle volte dava loro soccorso.

 

LA VISITA DI SATHYA SAI BABA | Nel Luglio del 1957 anche l’Avatar Sathya Sai Baba andò a trovarlo. Riportiamo questo episodio tratto dalla biografia “La vita di Sai Baba”.

«Sulla via del ritorno, Sathya Sai Baba fermò l'autobus in un posto dove un sottile fil di ferro portava una targhetta appena riconoscibile con la scritta “Vashistha Gufa” e cominciò a scendere la china abbastanza ripida fino alla riva del fiume, come se vi fosse già stato spesso e come se si fosse ricordato di un appuntamento con l'abitante della caverna.

Il Gange forma un'ampia curva vicino alla grotta; poco distante un ruscelletto riversa le sue acque nel Gange e quindi il paesaggio è doppiamente attraente. La Vasishta Gufa porta un nome sacro; è stata santificata dalle austerità ivi eseguite da molti grandi claustrali e monaci del passato.

Swami Purushottamananda, un discepolo di Swami Brahmananda dell'ordine Ramakrishna, iniziato alla vita monastica da Mahapurushji, un altro discepolo diretto di Sri Ramakrishna Paramahamsa, viveva nella grotta da 30 anni e accolse Baba come se anche lui lo stesse aspettando! Aveva oltre settant'anni, aveva trascorso la maggior parte della sua vita nel più rigoroso ascetismo e nello studio delle Scritture. Il suo volto aveva l’autentica luminosità della gioia spirituale e bastava un minimo accenno alla gloria di Dio affinché andasse in estasi.

Quando era ancora un giovane di 27 anni, Swami Brahmananda aveva letto il suo palmo, a Kanyakumari, e aveva predetto che sarebbe entrato in una grotta e avrebbe continuato a meditare e meditare.

Baba gli ricordò i travagli che aveva sopportato quando per la prima volta era entrato nella grotta: leopardi e cobra e tre giorni di cammino fino a Rishikesh, la disperata lotta per il sale e le scatole di fiammiferi. Disse pure del soccorso che gli era giunto attraverso il puro intervento Divino.

Baba ripeté la visita la sera dopo, nonostante un cielo rombante e il brontolio di alcune persone che lo accompagnavano. Ma i tuoni cessarono e i brontoloni furono umiliati; per grazia di Baba, il cielo divenne sereno e la pioggia si ritrasse.

Baba stesso cantò un certo numero di canti quel giorno nella Vashistha Gufa e quando uno degli Swami che assisteva a Swami Purushottamananda lo pregò di cantare una canzone di Thyagaraja, Egli chiese molto gentilmente quale dei Krithis di Thyagaraja (composizioni) gli piacesse di più. Swami Kalikananda disse che desiderava sentire “Sri Raghuvara Sugunalaya”. Baba lo cantò, solo per renderlo felice. Nessuno lo aveva mai sentito cantare quella canzone e quindi è stato un inaspettato colpo di fortuna per il quale dobbiamo ringraziare Swami Kalikananda.

Nell’ apprendere che Swami soffriva di un mal di stomaco cronico da molti anni, prese un pò di caramelle dal nulla e glieli diede, con delle istruzioni sulla dieta ecc. Diede a Purushottamananda, un Japamala di brillanti e perline di Spato, che “apparve” dalla sua mano. Ma ancora, più misteriosa e significativa fu la visione che concesse a Swami Purushottamananda quella sera. Dopo aver mandato tutti fuori dalla Caverna, Baba e il Saggio andarono nella stanza più interna. Sri Subbaramiah, presidente della Divine Life Society di Venkatagiri, descrive ciò che è stato in grado di vedere dall'esterno della grotta: «Ancora oggi quell'immagine è impressa nella mia memoria. Ero in piedi vicino all'ingresso della grotta. Potevo vedere cosa stava succedendo. Baba mise la testa sul grembo di Swami Purushottamananda e si adagiò. All'improvviso, tutto il suo corpo fu immerso in uno splendore divino. La sua testa e il suo viso sembravano aumentare di dimensioni. Raggi di splendore emanavano dal Suo volto. Ero sopraffatto da una gioia strana e inspiegabile. Erano circa le 10 di sera. Più tardi, sollecitato a rivelare la visione, Baba ci informò che si trattava di una visione dello Jyothir-Padmanabha (Signore Vishnu come Fiamma dell'Amore-Saggezza). Quale suprema Karuna (compassione)! Che incommensurabile buona fortuna!

 

Swami Dayananda Saraswathi di Rishikesh, era un sannyasi di fama internazionale, Egli fece una fotografia all’interno della grotta, ovviamente non c'è alcun impianto elettrico all'interno, solo una lampada ad olio brucia vicino alla Shiva Lingam, ma quando la fotografia fu sviluppata, due raggi di luce paralleli furono visti emergere dallo Shiva Lingam. Questi bagliori effettuavano dei cerchi su tutta la montagna – questa è la forma dello Shiva Lingam - scomparendo alla base. Tale esperienza insieme alla fotografia venne pubblicata nella rivista “Fiori profumati”. Swami Shantananda-ji Puri spiegò questo fenomeno soprannaturale. Secondo il saggio, la foto ed i due raggi di Luce probabilmente rappresentano due siddha che compivano penitenze all'interno della grotta e si erano fusi con l'assoluto.

Gurudeva sosteneva che sono numerosi i siddha purusha che praticano austerità all'interno della grotta per il benessere dell’umanità. La Gufa aveva un tunnel molto profondo che fu parzialmente chiuso per volere dello stesso Gurudeva, in modo da poter meditare in tranquillità in maniera indisturbata».


SWAMI PURUSHOTTAMANANDA - PARTE 4
 

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